martedì, 23 giugno 2009

Domeniche

Domenica pomeriggio ho visto, appunto, DOMENICA, di Wilma Labbate, film sensibile, carino, con co-protagonista una ragazzina fantastica che insegna a vivere. E sempre un’altra domenica, per raggiungere un luogo, ho fatto una lunga passeggiata in centro, e ho fatto una considerazione: molta gente ormai si lamenta di Roma, ma non perche’ c’e’ traffico, problematica oggettiva, o l’inquinamento, ma per la tiritera che a Roma non ci sono piu’ i romani. A parte che non e’ vero, che io sento parlare e vedo romani continuamente, e durante il mio tragitto al centro di Roma, oltre ai famigerati (per gli altri) turisti e stranieri, c’erano molti italiani e anche romani, ma poi non capisco perche’ ci debba essere questa ossessione di radiografare la nazionalita’ della gente. Roma e’ bellissima,e non lo dico per campanilismo, perche’ trovo stupende molte altre citta’ italiana, in quanto tutta l’Italia e’ fantastica. Passo di corsa davanti a Trinita’ dei Monti, che e’ un posto pure banale se vogliamo, e ogni volta, anche se non vorrei perche’ penso ad altro, mi si apre il sorriso incantato. I vicoli sono diversi, deliziosi, certi pezzi del lungotevere irraccontabili. Non vedo perche’ mi debba innervosire perche’ ci sono i turisti, anzi, ne sono fiera e lieta, li capisco, la farei anche io la turista a Roma. Per quanto riguarda gli stranieri in genere, extraomunitari o meno, io non ne ho paura e qui finisce il discorso. Questa presunta romanita’ che scompare e’ una sciocchezza, non c’e’ un’epidemia, non ci uccide nessuno, stiamo sempre qui. Solo io sono stata due anni a Foggia, e ora sono tornata, ma basta con questa visione del mondo chiusa, la mente va allargata sempre piu’, andiamo verso una societa’ sempre piu’ ampia, variegata, articolata, le radici e le tradizioni, importantissimi, non si preservano contando quanti filippini sono in giro. Sono stata ad una rassegna di cori, dentro il cortile di una chiesa a Corso Rinascimento, uno di quei posti che puoi campare 100 anni a Roma e non entrarci mai, molto bello, c’erano i gabbiani, qualche zanzara di troppo e si stava  bene, ho respirato felice, era tanto che non facevo cose cosi’. Alcuni giorni dopo c’e’ stata una rappresentazione teatrale di mio nipote, un laboratorio di recitazione, tutti ragazzi del ginnasio-liceo, carini, bravi, vivi, ovviamente lui era il piu’ bravo, bello, spiritoso, brillante ma questo si sa…. Il tempo per leggere scarseggia, procedo lentissima, ma quello che c’e’, e’ regolare .La cefalea invece va male, come sempre va a periodi, io sono resistente ma e’ faticoso sopportarla. Ho un elenco immenso di cose da fare, per oggi rimarra’ inevaso, e un elenco di paure e ansie da combattere, come sempre e forse di piu’, ma c’e’ una cosa importante da dire: in fondo e’ bello assorbire ogni giorno qualcosa di positivo dalle persone che ho intorno, qualcosa che mi aiuta a vivere, qualcosa da “copiare” per fare una svolta rapida e ignorare un problema, o capire che come ce l’ho io quella difficolta’, ce l’hanno pure gli altri, mille trucchi da imparare e mettere in pratica, furbizie e dritte che aiutano a farcela.

postato da: aleike alle ore 19:11 | link | commenti (9)
categorie:
sabato, 23 maggio 2009

Ricorrenze

Ci sono mille ricorrenze, e una in particolare piu' forte delle altre (ma non questa), c'era una giacca con disegnate delle barche, e tu la mettevi verso sera, al mare, sopra il costume, quando rinfrescava. C'erano alcune canzoni che ti facevano commuovere, alcune veramente belle, altre un po' stupidine, ma si sa, ci si commuove spesso sulle cose sceme, perche' il cuore per fortuna si muove come gli pare e non come ci fa fare bella figura. C'era il caldo che c'e' in questi giorni che tu detestavi, allora accendevi ventilatore, aprivi finestre in modo da fare corrente e ti piazzavi li', e lo chiamavi "il piccolo Nord", e c'era che quando facevi il bagno cantavi "Legata ad un granello di sabbia", anche se ormai erano passati secoli da quando  questa canzone era in voga. E un compleanno che con gli anni avevi sempre meno voglia di festeggiare ed io, tignosa, che non te lo permettevo mai, perche' l'occasione per farti un regalo non me la volevo far sfuggire, perche' cosi', anche negli ultimi anni che eri tristi, in quel momento eri costretta a sorridermi. Non sarebbe stato oggi, scriverlo il giorno stesso non ho voluto, ormai preferisco fare l'indifferente il giorno stesso, e' stato qualche giorno fa, che tanto il giorno in cui mi manchi di piu' non e' quello, ma e' il giorno del mio compleanno, perche' io ricordo l'ultimo in cui ancora c'eri, quando venisti all'improvviso, la mattina, io stavo per uscire ed andare al lavoro, e tu, accaldata, stanca e sorridentissima, che suonasti alla porta,con quel mazzo di fiori: e chi se lo scorda piu'.
postato da: aleike alle ore 18:11 | link | commenti (8)
categorie:
mercoledì, 20 maggio 2009

La bella estate

Il mondo e’ bello perche’ vario, dopo un po’ troppa varieta’ stanca, ma bisogna sempre tenere i canali aperti alle cose diverse. Mi capita di frequentare sul lavoro persone con le quali non ho in comune neanche mezzo dito mignolo, ma dovendo vivere insieme tante ore, spalanchiamo le porte e cerchiamo di aprire qualche orizzonte nuovo, finche’ dura, poi mi stufo e i miei interessi tanto rimangono quelli che sono stati i miei da sempre. Qua a Cinecitta’, dove rimarro’ a lavorare ancora per poco, ci sono ancora i reperti di Gangs of  New York di Scorsese, e, molto molto banalmente, mi fa senso vedere il Teatro 5 che fu regno di Fellini, ora regno dei programmi della De Filippi, mentre per altre persone e’ assurdo pensare che dove si fanno i loro programmi preferiti, un tempo si facevano dei film che non guarderebbero neanche pagati. Io dalle sale cinematografiche latito da un po’, l’ultimo film che ho visto e’ QUESTIONI DI CUORE, dell’Archibugi, che mi e’ piaciuto molto, Albanese come sbatte le palpebre mi commuove, e poi c’era quell’assurdo quartiere pluri periferico di Roma che era rappresentato in maniera affascinante, triste, bruttino e struggente. Leggo lentamente perche’ il tempo e’ poco ma regolarmente, "IL SILENZIO DEI CHIOSTRI" della Ginenes-Bartlett procede, i due protagonisti ormai sono due amici, la mattina “Il Ruggito del Coniglio” mi fa ridere pure se a quell’ora non lo farei mai, e le piante resistono a me e al caldo anomale di questo maggio. Dopo diversi anni ho davanti un’estate piena di lavoro, con pochissimi giorni di stop, un tempo era la norma, ora no, ma non mi preoccupo molto, gia’ mi vedo arrancare fra metro e macchina arroventata, sbuffando per il caldo, agognando il rientro a casa, dove un ventilatore mi accogliera’ benefico, sognando la California, come di Dik Dik della mia infanzia, l’aria condizionata, un Magnum e qualche bel telefilm scemo.

postato da: aleike alle ore 16:13 | link | commenti (10)
categorie:
domenica, 03 maggio 2009

Bilanci

imagesSono quasi due mesi che sono tornata a Roma e continuo ad avere il balcone semi vuoto, tranne una mazza di scopa che, al primo alito di vento, cade e, occasionalmente, lo stendino dei panni. Il famoso trespolino che volevo mettere in cucina per mettervi sopra le piantine rimane uno di quei sogni che si spera si autorealizzino, tipo che il mobiletto in questione abbia la buona creanza un mattino di farsi trovare gia' pronto e montato al suo posto,e  del colore adatto, per favore, poi io devo solo pensare a comprare, appena ho un attimo, le piccole piante. Non riesco a trovare un cestone per la biancheria rettangolare o ovale, tranne uno che costava un botto e dovendo lo stesso stare occultato da una porta, l'ho lasciato serenamente dal suo negoziante. In compenso, dopo aver utilizzato per una volta ancora le care parrucchiere foggiane, ho provato una di qui,  giudizio ancora sospeso. Fondamentalmente sono contenta di aver ripreso il lavoro, mi mancava l'impegno quotidiano, e quel senso di stanchezza che dopo un po' che sei tornata a casa, se ne va, o la soddisfazione di avere delle cose da risolvere e da organizzare, e riuscirvi, e mi piace troppo il contatto quotidiano con gli altri. Mi piace molto anche la busta paga una volta al mese. Certo, preferisco  le giornate dove tutto questo e' scandito da orari normali, di quelli che si torna a casa non verso le 23, quando oltre ad una rapida telefonata a C., c'e' il tempo solo per struccarsi e leggere due pagine di libro per staccare la spina dai pensieri del giorno. Sorvolo sulla violenza dell'interruzione della vita a due, di cio', ahime', ho gia' detto. Le ore in genere scorrono veloci, nel bene e nel male, ora vado a vedere il film dell'Archibugi, e gradirei che dei gerani, magari contagiati dallo stesso morbo del mobiletto della cucina, si autositemino nel terrazzino. Colori assortiti, grazie, e possibilmente anche una piantina di salvia.
postato da: aleike alle ore 17:17 | link | commenti (11)
categorie:
domenica, 19 aprile 2009

So bye bye miss American Pie

L'aver preso la patente a 29 anni e con molti sforzi, e' stata una delle prove di volonta' piu' grandi della mia vita. Cio' non toglie che continuo a non amare particolarmente guidare, lo faccio senza problemi se devo compiere tragitti non troppo lunghi, possibilmente percorrendo strade gia' conosciute o quanto meno conosciute al 95%. Dovendo spostarmi da casa mia a Cinecitta' per lavoro, uso quell'aggeggio fantastico che si chiama metropolitana, dove mi siedo, leggo e arrivo, fresca come una rosa, e nell'ambito della quale riesco a ritagliarmi uno spazio per me prima di affrontare la giornata lavorativa, dove non esistono cose come il traffico, la gente nervosa che suona il clacson, i semafori che ci metti 20 minuti per superarli ma stai solo al primo di una lunga serie che ti separa dalla meta. Insomma, una goduria la metro per me. Solo che alcuni giorni alla settimana faccio tardi la sera, e per prudenza prendo la macchina. Ed essendo io imbranata per senso dell'orientamento  e memoria visiva, aggiungo allo stress della guida nel traffico in un lungo percorso iper sconosciuto, anche il dover seguire la mia salvezza, la mia ancora, ossia il navigatore, senza il quale non saprei manco arrivare a meta' tragitto, ma che comunque e' a volte ambiguo, o comunque difficile da interpretare, oppure sono io incapace, fatto sta che in nella scorsa settimana ho accumulato una fatica e uno stress pazzesco. In macchina parlavo da sola, chiedevo aiuto a Santa Rita ogni secondo, mi sembrava impossibile che, stando in auto da cosi' tanto tempo, ero solo a 5 chilometri da casa, mi allarmavo se la voce amica del Tom Tom, che il giorno prima nello stesso punto era stata cosi' generosa di consigli, era muta da un pezzo, allora le dicevo, ad alta voce "Perche' non mi parli?Cos'hai?Ti sei offesa?Ti ho fatto qualcosa?Non mi tenere il muso,dai!", e non voglio pensare a cosa possono aver pensato i guidatori affiancati a me. E poi quando non interpretavo bene le sue indicazioni, e giravo intorno, la frustrazione saliva alle stelle, e il tempo globale del percorso  si allungava, e quando al fine giungevo al lavoro, madida di sudore e isteria, di contro saliva il senso di onnipotenza, come se fossi stata una maratoneta che avesse compiuto il giro del mondo. A sera la stessa cosa, meno traffico ma in piu'  la stanchezza della giornata. Ho sempre tenuto la radio bassissima, affinche' non sovrastasse la voce della mia amica navigatrice, solo da un punto in poi, un punto dove poi so andare da sola, alzo a palla la musica come una coatta, mi rilasso, decontraggo le spalle, sorrido felice, canto e trovo sempre alla radio delle canzoni particolari, una volta una vecchia, splendida I'VE GOT A NAME, di Jim Croce, e un altra AMERICAN PIE, di Don Mc Lean, bellissima,che mi ha rimessa al mondo, e da San Pietro fino a casa e' stata colonna sonora perfetta di Thelma (io) e Luise (la navigatrice) che, elettrizzate, se ne sono tornate in uno dei  posti piu' belli del mondo per loro, ossia la casa.
postato da: aleike alle ore 16:50 | link | commenti (17)
categorie:
mercoledì, 01 aprile 2009

Acquisti importanti

Teoricamente avevo molti progetti di piccoli cambiamenti d'arredo per il mio ritorno a Roma, ma la scarsita' di tempo mi ha un po' bloccata. Per ora ho inserito questi :

una piantina acquistata da una vecchina curva curva, che si era posizionata su di un marciapiede. L'ho chiamata (la piantina, no la vecchia) Teresa,e siccome si dice che e' positivo parlare alle piante, con lei sfodero addirittura la vecchia canzone di Sergio Endrigo "Teresa" e per ora sta che e' una bellezza;

un'ennesima tazza alla quale non ho resistito, ero andata alla Upim per della biancheria, ho fatto un giro per il reparto casalinghi ordinandomi tutto il tempo "non comprare tazze, non guardare le tazze, non ti servono tazze, non sapresti neanche dove metterle". Poi ne ho vista una, grande, con una sfumatura di arancio molto bella, e ho pensato che non necessariamente doveva servire per berci il the. Infatti l'ho posizionata davanti ai libri Sellerio, pare nata per quello sfondo blu;

un porta tovaglioli di legno con sopra una civetta, o un gufo, non so, non sono capace di distinguerli. Sono stata molto incerta prima di sceglierlo perche' vi erano varie decorazioni, e mi piaceva molto anche un sole sorridente, solo che tale sorriso aveva come un velo di cattiveria, e ho pensato che essere accolta da lui in cucina non andava bene.

Il prossimo progetto sono due federe per i cuscini del letto. Quelle pero' sono impegnative.

 

postato da: aleike alle ore 17:09 | link | commenti (17)
categorie:
domenica, 29 marzo 2009

Svuotiamo le tasche

In genere non sono eccessivamente giudicante e criticona. Ma quando mi capitava di frequentare un blog che mi piacesse in maniera particolare, e di trovarlo, per diversi giorni, sempre fermo allo stesso vecchio post, pensavo "Uffa, ma insomma!Nessun aggiornamento, nessuna comunicazione, ma possibile che non si ha piu' voglia di scrivere una cosa cosi' carina come il diario on line?". Poi in questo periodo mi sono accorta che quel che manca non e' la voglia, o il tempo materiale, ma quel che io definisco tempo interiore, una condizione di spirito che faccia si' che al tempo materiale si coniughi una predisposizione d'animo portato alla calma, allo svuotamento delle tasche, dalle quale possono uscire mille rivoletti, che contengono percorsi, chilometri macinati, nuovi visi che si vedono tutti i giorni al  posto di quelli vecchi, mobili che prima si ritrovavano con affetto una volta ogni mese, e ora sempre, il vecchio baretto tornato ad essere l'abituale baretto, il selciato di Roma tornato ad essere calpestabile con quel senso di appartenenza un po' tronfio ormai quasi scordato, una tessera della metro in borsa che ogni volta per cacciarla fuori si fanno i numeri di magia, la spesa da single che non e' solo dimezzare le porzioni ma cambiare proprio il tipo di alimenti, la sveglia che suona senza piu' lasciare lo spazio a dormite in liberta', responsabilità e doveri professionali, un senso di smarrimento perche', mentre la testa lo sa, un pezzo del tuo stomaco non capisce proprio perche' c'e' quella porzione di tavolo vuoto e tu sei li' a cenare sola. E io non sono piu' la persona che ero in questi due anni che ho vissuto a Foggia, ma non sono neanche quella che viveva serenamente da sola qui  a Roma prima , ogni esperienza fa venire fuori lati nuovi e anche migliori, ed io li devo assemblare con quelli vecchi, come un puzzle, devo ritrovare la vecchia me stessa e farla diventare amica di quel che sono ora e crearmi uno stile di vita nuovo, e fare tutto cio' con garbo, eleganza, grinta e coraggio. Il tutto e' anche bello, esaltante e poi sono felice di questa opportunita' lavorativa che vivo, in un periodo di crisi generale, ma ci vorra' del tempo perche' tutto vada a posto, nel frattempo i fine settimana volano via in un lampo, le ore per stare con C. sembrano briciole di ore, ma andra' bene, e' solo che ci vuole il momento giusto per descrivere tutto cio', altrimenti si sembra dei lamentoni, ed io ho sempre odiato i lamentoni.
postato da: aleike alle ore 16:43 | link | commenti (11)
categorie:
domenica, 01 marzo 2009

Onda sismica

Ero nel pieno del sonno,proprio quando e' profondissimo, pesante. Solo dopo ho verificato che erano le 5 del mattino. All' improvviso, un fragore. Mi sveglio di colpo, e, non so perche', guardo d'istinto verso C. che, ignaro e innocente, dorme beato (ha un sonno invidiabilmente forte). Dalla sua parte della stanza non sembrava essere successo nulla, nessun mobile era crollato, nessun pezzo di intonaco aveva attentato alle nostre vite. Solo allora mi sfiora, piuttosto infastidita, che io o qualcosa di mio, potessero avere una qualche colpa in quel chiasso notturno. Mi giro e vedo che la mia storica piluccia di libri sul comodino, la pila che mi ha fatto compagnia da quando ho messo piede qui a Foggia, che mi ha protetta e vegliata tutte le notti, era non solo crollata miseramente a terra, ma nel farlo aveva coinvolto radio sveglia e lumetto. Il tutto ormai giaceva a terra in maniera scomposta. Il buio mi rallentava i movimenti, non volevo accendere la luce grande per non spararla negli occhi di C. che ha un sonno forte si', ma fino ad un certo punto, il lumetto era rimasto incastrato fra il letto e il muro, allora ho avuto l'idea geniale: raccolgo la radio sveglia e, sotto il suo chiarore, comincio a risistemare sul comodino tutti i libri. Ma il tremito che la radio sveglia ha creato, dopo essersi riposizionata sul piano, ha fatto ritracollare di nuovo i restanti libri, che hanno di nuovo trascinato con loro la radio, piombando sul lumetto, questa volta spaccandone il vetro del paralume in vari pezzi. La radio sveglia si e' messa a suonare, non so indicare esattamente quale canzone, americana di sicuro, interpretata da una donna, easy listening. Gioco forza C. si e' svegliato, ha acceso la luce grande, io, colpevole, mi sono precipitata a rimettere tutto a posto, dando, come spiegazione, uno sbrigativo quanto vacuo "si e' rotto il lumetto".
Non so, questa pila e' sempre stata alta e pericolante e storta ma ha sempre retto. Ora perche' e' crollata?Ci sono rimasta male, anche un po' delusa, non voglio trovarci significati simbolici, l'ho ricomposta com'era, fidandomi di nuovo di lei. Tanto, al momento, il nuovo paralume e' di stoffa.
postato da: aleike alle ore 12:44 | link | commenti (18)
categorie:
domenica, 15 febbraio 2009

Change

Fra non molto, pochi giorni, o forse un po' di piu', tornero' a vivere a Roma, perche' mi assumono in pianta stabile nell'azienda dove per molti anni ho lavorato da precaria. Bella cosa, bellissima, di questi tempi e' un enorme fortuna, un privilegio. C'e' sempre il rovescio della medaglia, e' chiaro, se sono venuta qui a Foggia, e' stato perche' vivere con C. e' per me fondamentale, ma siccome la vita e' molto spiritosa e bizzarra, e tutto non si puo' avere, si acchiappa al volo il treno del posto fisso e si ricomincia a vivere un po' in trasferta, rinunciando a serata morbide e tranquille sul divano, mentre si vede un telefilm amato con la persona amata, e si puo' allungare una mano durante la pubblicita' per fare una carezza a chi ci sta vicino, e dire un commento sulla trama di dott. House. Il trolley piccolo diventera' di nuovo il nostro miglior amico, le ore in treno momenti da sfruttare per leggere e appisolarsi e sentire canzoni assurde vecchie e ritrovate per miracolo, attraverso l'mp3. Bisognera' addolcire il distacco inventandosi qualche ardita soluzione di arredo nella casa di Roma, quei piccoli giochi che mi fanno tanto bene all'umore, e poi voglio mettere delle piante in cucina, che la mattina io sono di cattivo umore per principio, se poi mi sono svegliata presto e mi devo sbrigare per andare al lavoro, lo sono ancora di piu', allora fare colazione guardando qualcosa di verde e di vivo non potra' che giovarmi. Dopo quasi due anni di casalinghitudine, ci vorra' un po' di adrenalina iniziale per riprendere ritmi vivaci e intensi, sopportare sveglie e giornate movimentate, ma bene o male credo che ce la faro'. Il parrucchiere di pomeriggio feriale e i massaggi con annessa tisana, torneranno ad essere un miraggio, ma la vita piu' vivace e attiva fara' godere ancora di piu' delle pause belle dei fine settimana, dei rientri a casa la sera, e comunque di sicuro nella nostra coppia la routine ripetititva e noiosa fara' fatica a farsi spazio, anzi, sara' ben accolta quando finalmente verra'.
Nel frattempo da giovedi' comincio ad impacchettare di nuovo libri del cuore, cd, dvd e piccole cose mie. Ce la faremo sempre.
postato da: aleike alle ore 12:56 | link | commenti (22)
categorie:
domenica, 08 febbraio 2009

Guardate un po'???

Sarebbe bello, nonche' terribilmente bastardo, dirvi: avete visto che bel Template nuovo?Eh, si', modestamente, l'ho creato io, sono sempre stata brava a inventare bei Template, fin da quand'ero piccola che internet non esisteva, e neanche i blog, ma io, non so come, insieme alla decisione che da grande avrei fatto la cantante come la Cinquetti, avrei lavorato con i Template, specialmente con foto di Woody Allen sopra....
Ma chi ci crederebbe?  A prescindere dal leggere firma del legittimo, bravissimo creatore di questa delizia, non ci crederebbe nessuno. Ed io sono ben felice di ringraziare Paolo RW2 punto 0 di aver fatto in modo che ogni giorno che apriro' il blog, saro' accolta da questa meraviglia alleniana!
postato da: aleike alle ore 00:00 | link | commenti (17)
categorie:


Sono sempre arrivata tardi, in affanno e tardi. Prima di muovere un passo, mille ragionamenti sulle 182 possibili conseguenze. Un respiro e...okay, il blog lo apro. E basta pensare!

Notforever in Domeniche
aleike in Domeniche
fiordicactus in Domeniche
utente anonimo in Domeniche
aleike in Domeniche
utente anonimo in Domeniche
MISULTIN in Domeniche
ossimoro73 in Domeniche
PattyBruce in Domeniche
missmeletta in Ricorrenze

oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Alja
Arianna
Asherel
Assemblato per essere padre
Asternovas
Beatrice
Bellailee
Cecia
Colazione da Splinder
coloreazzurro
Deadivina
Dimmi cosa leggi
Dusty Reels
fior di cactus
Gmai
Gonzolettore
Il coperchio del mare
IL VASO DI PANDORA
Immersioni Libridinose
Julie
Juneparker
Koala
L' Insieme di Julia
L'eleganza del riccio
L'errore piu' geniale
la borsa e la vita
La costola di Adamo
laura et lory
Magnolia
Miss Meletta
Mynona
Ortensia51
Ossimoro
PennyLane
pensieri dal lago
Pensieri di un uomo
Prettywoman
RW 2 punto 0
Sayuri
Sex and the city
Simona's mug
Tuile
un anno con...159cm
Vita da blog
vivere bene è la miglior vendetta
Volo d'anima

Template concept and design by Rear Window

visitato *loading* volte