


eri sera sono andata a cena con un'amica. Lei puo' essere attraversata da qualsiasi guaio della vita, tanto rimane sempre bella. Ma bella tanto, con il sorriso ironico e gli occhi che parlano. Ad un certo punto si parlava di amicizia, di persone che rappresentano una costante della propria esistenza, che stanno li' dentro il cuore, pure se le si vede raramente e le si sente ancor piu' raramente. L'amicizia ha qualcosa di misterioso, i motivi per cui due persone con caratteri e gusti e storie diverse, riescano all'improvviso a creare la formula chimica perfetta, sono sconosciuti. Pero' succede. Non e' facile ma succede. Ed e' confortante sapere che quelle persone stanno dentro di noi sempre, e che quando dopo mesi e mesi ne riascoltiamo la voce, ci risentiamo subito a casa, in famiglia, conosciute e capite. La vita va allargata, bisogna ingrandire il bacino di interessi, passioni, affetti e piacevolezze che ci sostengono, perche' solo cosi' si puo' sopperire all'incubo della morte e di una vita breve, e siccome non si puo' allungarla, la si deve allargare. Gli allargamenti ad ampio respiro che producono le amicizie fanno fare il pieno di ossigeno e rigenerano.
Oggi e' il compleanno di una collega. Si apre una bottiglia di spumante in 15. Ne viene un sorso minuscolo per uno. Ringrazio una collega astemia e me ne bevo un secondo sorso. Poca cosa ma gia' il sapore mette il buon umore. Non esagero mai ma mi piace molto la birra e il vino rosso. Mi piace quel lieve senso di dolcezza morbida, quella sensazione che i problemi non esistono. Che poi non e' una sensazione falsata, certi problemi non esistono veramente, sono invenzioni delle nostre esagitazioni. E quel bicchiere di rosso ce lo fa capire. E poi il vino e' convinviale, fa sorridere di piu', fa guardare le persone dritte negli occhi. Fa avere uno sguardo meno scuro sul futuro, la luce viene sempre fuori insieme a quel sapore speciale che si sposa con il cibo.Ieri sono stata ad un funerale. Come sempre, ne sono uscita con le ossa rotte, l'emotivita' talmente in fiamme da farmi sentire una stanchezza fisica enorme. Si piange non solo chi non c'e' piu' ma il concetto stesso di precarieta' della vita, che ti porta a fare mille cose per anni e ti porta via in un soffio. Quando il funerale finisce, c'e' bisogno di riabbracciare qualcosa di solido e concreto, qualcosa che fino a che c'e' rimane. I modi sono tanti, ognuno trova il suo. Il mio ieri e' stato il piu' banale e frivolo e universale sistema femminile di lotta alla tristezza, ossia infilarmi in una profumeria e comprarmi un fondotinta (peraltro bellissimo!). Altre volte mi ricordo che mi incollavo davanti al televisore riguardando per l'ennesima volta la cassetta di qualche film cult. Ognuna ha il suo, l'importante e' riuscire sempre a far pace con la vita.
Ieri ho visto un film che non mi e' piaciuto molto."Lezioni di volo", Francesca Archibugi. Ma non e' questo il punto. Il punto e' che nelle giornate vorticose e affannate, con il lavoro, il traffico, il parcheggio, le lavatrici a casa che aspettano di essere caricate, il sonno che reclama i suoi diritti, la spesa da fare, i letti da rifare,qualcosa da ingurgitare al volo per cena, insomma, nel mezzo di tanti impicci da fare per dovere, all'improvviso e' bello decidere di rubare due ore per vivere una cosa bella che riguarda solo me. Andare al cinema e' sempre un'iniezione di felicita', un momento terapeutico eccezionale, a prescindere da come va il film; adoro fare il biglietto, quel momento di finta complicita' con la cassiera che mi porge il foglietto magico, con il quale posso entrare e..opla', tutte le poltrone che mi aspettano. Se il biglietto non e' numerato, c'e' quella deliziosa scelta su quale posto occupare, mi guardo un po' in giro, vedo i volti degli altri colleghi di cinema, noto quella ragazza li' che sta sola, come me che amo andare al cinema sola (abitudine sempre piu' in voga da quel che vedo nelle sale cinematografiche).Poi un po' di pubblicita', il buio e...il miracolo si ripete. Quando esco, il mio stato di salute migliora minimo per 24 ore! Se poi il film e' bello arriviamo a 48...