martedì, 29 maggio 2007

La piccola valigia.

E' una scatola a forma di valigetta, quando l'ho scelta non ho pensato al significato simbolico. E' piuttosto multicolore, con immagini di vecchie pubbicita' americane di caffe'.E'  molto carina. Dentro vi sto raccogliendo, agguantandole qua e la' secondo l'estro e l'umore del momento, piccole cose che portero' con me nel viaggio nella nuova casa, nella  nuova citta', percorso che intraprendero' dal 10 giugno. Cambiamento grosso, importante, 400 chilometri di distanza da una casa dove dal '94 sono stata avvinta come l'edera, e da una citta' che pure se mi ci perdo perche' sono imbranata con le strade, rimarra' sempre un pezzo dell' anima mia. Gli oggetti aiutano a viaggiare, a intraprendere nuove sfide ed emozionanti percorsi. Gli oggetti confortano. Nella scatola-valigetta ci sono: una vecchia Mouleskine, biglietti e bustine da lettera rosa, un libretto comico che si chiama "Ti lascio, sii felice", primo regalo di una mia amica,un segnalibro vezzoso e romantico, un nastrino nero con scritto Chanel,4 penne, di cui una con Winnie Pooh ,regalo di mia nipote,una cartolina bellissima di Dustin Hoffman ne IL LAUREATO,un biglietto dell'ultimo concerto che ho visto di Fiorella Mannoia, vecchie cartoline ricevute, 4 pastelli a cera, i ricambi dell'agenda del 2006,e la scimmietta "Peletta", che viaggia con me da quando  avevo 3 anni e mio papa' me la compro' alla Fiera di Roma. Ancora c'e' spazio, qualcos'altro si aggiungera'. Per le altre cose che non vi entreranno, c'e' la fiducia e il divertimento di pensare che le vere avventure si cominciano non a 20 anni, li' e' troppo facile, ma piu' tardi, quando i segni del tempo non sono solo le rughe ma la capacita' di afferrare la vita per la mano.
postato da: aleike alle ore 17:26 | link | commenti (11)
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I mobili nuovi

I mobili nuovi non hanno controindicazioni, non sono come l'Aspirina che fa  bene al raffreddore, ma puo far venire mal di stomaco. No, i mobili nuovi sono solo fonte di felicita' libidinosa e serena. E' bello il momento quando  l finalmente lo si e' scelto e il negoziante prepara l'ordine, e' bello quando suona il citofono e si danno le istruzioni all'operaio che e' venuto a consegnarlo,  e' bello sentire i rumori del montaggio e fare capolino ogni tanto per vedere a che punto e'. Ma e' bellissimo quando Lui e' pronto, e' li' finito, in tutto il suo splendore, e' esattamente quello che volevo, nel punto della casa dove lo volevo, il colore e' perfetto e si sposa con gli altri arredi intorno, e' caldo, e'  mio. E poi che meraviglia quando per un po' di tempo comincia a emanare quel delizioso odore di legno, che mi accoglie ogni volta rientro a casa! Per non parlare di quando lo si comincia a riempire, a personalizzare con le proprie cose, i propri oggetti, ricordi, pezzi di vita che rendono il mobile unico.
Visto che l'insonnia e' selvaggia, e questo vento che massacra di rumori le tapparelle mi impedisce di rilassarmi, per calmarmi un po' andro' a dare un' ennesima occhiata alla mia parete attrezzata nuova.
postato da: aleike alle ore 01:19 | link | commenti (3)
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domenica, 27 maggio 2007

Il primo libro della mia vita

Il primo ricordo riguarda genericamente le favole, tante favole bruciate in fretta per lenire la noia di una malattia lunga a letto o di un pomeriggio nel quale non si trova un senso. Poi ho il ricordo folgorante del primo vero romanzo letto da sola. Robinson Crusoe. Immagino che inizialmente lo avro' snobbato, ero precocemente tarata per le letture al femminile, e se non era "Piccole Donne", era "Pollyanna". Poi devo aver ceduto, forse in casa non c'era altro di adatto a una bambina  e lo presi. Ricordo come se fosse ora lo sbalzo del tempo, dalla lettura della prima riga a circa un'ora dopo, e tante pagine dopo. Quello che la lettura dovrebbe essere sempre, fu da me vissuto per la prima volta: uno scomparire totalmente dalla realta', per vivere quella del naufrago e della sua isola; la verita' che mi circondava, il letto, il tappeto verde, la scrivania, non esistevano piu'. La storia che leggevo mi aveva rapita al punto da lasciarmi stordita, incapace di capire che ero io e che stavo li'. Poi con gli anni questa magia non e' stata piu' uguale, impossibile viverla allo stesso modo di quando si e' piccoli, ma e' rimasto qualcosa di simile e altrettanto bello, una sorta di salva vita sempre a disposizione.
postato da: aleike alle ore 10:22 | link | commenti (7)
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giovedì, 24 maggio 2007

L’hymne à l’amour

C'era un caldo clamoroso ieri alle 14.30 per Roma. E ce n'era   uno ancora piu' enorme all'entrata del cinema, un'afa che spingeva subdolamente  i valorosi spettatori a rinunciare,  chiudersi in casa, dentro mura piu' fresche, davanti ad una pala di ventilatore, con un ghiacciolo in mano. Ma i veri lottatori non si fanno spaventare dalla colonnina del termometro e a vedere LA VIE EN ROSE, al tragico spettacolo delle 15.00 non eravamo in pochi. Sul film ho letto tanto, opinioni contrastanti, tutte legate con il filo del "ci prova ma non ci riesce", e spesso unite del definirlo non riuscito del tutto perche' penzolante verso il feuilleton. Ma c'e' un fatto: a volte i melo' servono, fanno scaturire il pianto in gola, l'emozioni nascoste, la voglia di sorridere per una tenerezza da nulla. Questo film cade sicuramente su un eccesso di ridondanza stilistica, su qualche stereotipo, pero' avvince dalla prima all'ultima scena, accompagna in un tuffo di sentimenti che non stanca e si placa solo con quel carrillon che suona il potente e disperato HYMNE A' L'AMOUR .
Ho aspettato "Quella" scena  per tutto il film, e' bello soffrire un po' per finta, nella magia di un cinema.
postato da: aleike alle ore 09:52 | link | commenti
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martedì, 22 maggio 2007

I cuori a 85 anni.

Il contratto di lavoro e' terminato, c'e' piu' tempo libero e non potevo non inaugurarlo anche con un noleggio al Blockbuster. Sul primo film, IL GIORNO+BELLO di Massimo Cappelli, poche parole, forse solo una: debole. Qualche battuta, qualche situazione fa sorridere, ma c'e' molto di scontato e molto di superficialmente macchiettistico. Voto: 5 e mezzo.  Invece sul secondo, CUORI di Alain Resnais, molto di piu'. E' l'esempio di un  film lungo che non mi annoia, lento ma che fa amare quella lentezza, perche' mi spinge dolcemente di scena in scena, di neve che cade in altra neve che cade e caratterizza lo sfondo di tutto il film, la neve, il freddo, le solitudini, i dolori, e un po' di umorismo che alleggerisca il tutto. I personaggi sono curiosi, accattivanti, girano intorno alla storia, si intrecciano anche se non lo sanno. Sabine Azéma e' fantastica e sapere che Resnais a 85 anni e' capace ancora di tanto, conforta. Sono sicura che anche Woody Allen, a 85 anni e ancora di piu', mi regalera' cose belle; la nostra storia d'amore, iniziata a 17 anni, non finira' mai...
postato da: aleike alle ore 12:53 | link | commenti (2)
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domenica, 20 maggio 2007

Mai di domenica

Per una vita ho odiato la domenica, specialmente di pomeriggio. Ho iniziato da bambina, quando in teoria non si ha ancora molto diritto ad avere queste antipatie immotivate, anzi, quando si e' piccoli la domenica dovrebbe essere giorno di festa.Ma io ricordo il sottile malumore che mi prendeva di pomeriggio, malumore che cercavo di stemperare vedendo quella poca televisione pomeridiana che esisteva allora, e che aumentava furiosamente quando i miei mi avvisavano che era ora di andare a messa. Con gli anni la domenica e' diventata il  giorno al quale si inizia a pensare con un "che bello, si dorme di piu!'" ma gia' dopo una mezzoretta dall'essersi svegliati, il magone si intromette. L'idea di tornare al lavoro, le strade vuote, le saracinesche dei negozi abbassati, l'idea, magari sbagliata ma radicatissima, che le famiglie sono tutte riunite  e felici, e tu sei li' da sola, in pigiama, a ciondolare per casa, cercando di ottimizzare il tempo facendoti una maschera al viso o mettendo apposto un cassetto, con un muso che arriva ai piedi. Ore libere a disposizione, e non saperle riempire con cinema, passeggiate in centro, musei, libri o dvd, perche' non c'e' nulla da fare, queste sono tutte cose bellissime da fare ma non di domenica. La domenica e' pesante, si sentono tanti fili piombati attaccati per tutto il corpo che fanno sentire a terra.
Un po' la mia vita e' cambiata, e ora la domenica l'affronto meglio, anche se la malinconia rimane sempre li' in un angolino, pronta a farsi notare. Oggi pero' no: e' finito un contratto di lavoro pesante, dall'altra stanza arrivano le note di Over the rainbow, mangio una galletta con il cioccolato bianco, bevo il the, mi aspetta un po' di lettura piacevole, e per stavolta la battaglia contro la domenica l'ho vinta io.
postato da: aleike alle ore 17:17 | link | commenti (5)
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venerdì, 18 maggio 2007

Il posto mio

Spesso mi sento fuori posto nella vita. Un po' goffa, un po' ridicola. Incapace di essere sciolta e brillante quando proprio bisognerebbe esserlo, quando e'  utile e fa gioco, specialmente sul lavoro. Capacissima invece a pensare alla battuta perfetta da dire, piu' o meno 10 minuti dopo che dirla abbia un senso. Il contrario della sagacia di Cary Grant, dell'essere perfettamente apposto di Grace Kelly. O, senza mirare cosi' in alto, il contrario di tante persone che sanno muoversi e sgusciare fra le pubbliche relazioni del mondo in maniera soave e precisa. Pero' a volte mi faccio ridere, la mia timidezza un po' stolta mi fa ridere, e allora ripenso a qualcosa che mi vede spiacevole protagonista,e rido da sola per strada, in metro, mentre guido.Rido tanto. Allora in quei momenti mi sono straordinariamente simpatica, faccio pace con me stessa, mi perdono e  trovo il posto mio.
postato da: aleike alle ore 09:56 | link | commenti (5)
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martedì, 15 maggio 2007

Libri e mal di testa.

I giorni del mal di testa sono ondulati. Si passa da momenti neri di dolore acuto a momenti di sollievo momentaneo tali da prococare  felicita' ; come diceva Leopardi, la felicita' e' la cessazione del dolore. Poi si ritorna al momento del forcipe intorno al cranio, del dolore che fa sembrare insormontabile ogni cosa, pure la piu' semplice, pure andare dal panettiere e comprare mezzo filone di Altamura sembra difficile, quasi impossibile. Ho due pensieri carini che mi confortano, i due libri che sto leggendo e che mi piacciono. IL DOLORE PERFETTO, di Ugo Riccarelli, premio Strega 3 anni fa ma io, come sempre, arrivo tardi, e QUO VADIS BABY, di Grazia Verasani, con questa protagonista tosta e fragile, cupa e viva. E se stasera staro' meglio, mi faro' consolare da loro due.
postato da: aleike alle ore 16:36 | link | commenti (5)
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Lady Henderson ovvero la forza invincibile della leggerezza.

Red-Judi-DenchIeri avevo letto parecchio nel pomeriggio (niente ufficio, il mal di testa aveva vinto), e la sera ero vogliosa di vedere qualcosa di carino ma in televisione non c'era nulla di accattivante, neanche di mediamente accativante. Neanche nulla di solamente dignitoso. Decido di optare per un dvd, anche se non avevo voglia di rivedere ma di vedere per la prima volta e questa cosa sembrava quasi impossibile quando...opla', un regalo a sorpresa. Leggo un titolo su un dvd nascosto da una pila di altri che ero convinta di aver visto e che invece non era vero: LADY HENDERSON PRESENTA, di Stephen Frears, con l'amatissima Judie Dench. Faccio subito atmosfera cinema, e mi spalmo sul divano pronta a star bene (una buona preparazione psicologica produce buoni effetti anche sulle pellicole!). Il film e' grazioso, leggero e ironico. Umorismo inglese, speranze che superano il buio della guerra, battibecchi tra i due protagonisti che ricordano le commedie americane anni 30. La Dench interpreta un personaggio adorabile, una signora anziana che non demorde alla vecchiaia e alla vedovanza, acquista un teatro e lo fa mettere su da un agente teatrale (Bob Hoskins). Lui prende tutto sul serio, lei mai, lei attraversa la vita con i sorrisi, le piccole follie, le amenita'  solo apparentemente frivole, il senso dell'ironia e dell'umorismo e una squisita leggerezza intelligente. E le sue sofferenze le ha vissute, ma la Dench qui ci insegna che comunque una visione leggera e impalpabilmente umoristica delle alternanze di alti e bassi che la vita ci offre, non puo' non portare buoni frutti. E che non e' una frase fatta che la vecchiaia puo' essere vissuta con piu' ricchezza e forza vitale di quanto magari si e' vissuta la giovinezza.
postato da: aleike alle ore 09:53 | link | commenti
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lunedì, 14 maggio 2007

il paese dei balocchi

imagesCi sono dei posti in cui la mia anima consumistica viene fuori. Io l'anima consumistica ce l'ho eccome, solo che la tengo a bada, la controllo con un super io da paura, ma poi davanti alle stupidaggini si svincola ed esce fuori. Ma  questo non avviene davanti alla vetrina di Armani o di Valentino, no, avviene sempre davanti a stupidaggini. Sabato pomeriggio sono stata  in un centro commerciale dove c'era una sorta di mega emporio-bazar, dove si trovavano cose normali e cose assurde, cose di utilizzo comune e altri di utilizzo estemporaneo. Davanti a una svariata fila di cestoni contenenti tappi, turaccioli, mini kit di cacciaviti dimensione Barbie, utensili per la cucina improbabili, fiori finti, spazzole leva capelli, piumini per la polvere del tipo che usava mia madre negli anni 60, e decine di altre sciocchezze, mi sono divertita ad agguantare cose inutili e carine, come una mini insalatiera con le margherite, assolutamente incapace di contenere foglie di lattuga ma era cosi' allegra e graziosa,o i sotto bicchieri in sughero con i fiori disegnati sopra.... che vuoi farli mancare in una casa seria????Ho evitato che C. prendesse uno spruzzino per l'acqua, dopo che alla domanda:"Ma che cosa ci vuoi spruzzare?" mi ha risposto "Assolutamente nulla!", ma, di comune accordo e felici, abbiamo preso un metro in legno e dei filtri da lavandino. Ci devo assolutamente tornare in quel posto, ho lasciato il cuore su certi piatti di plastica con girasoli gialli che, giuro, parevano dipinti da Van Gogh!
postato da: aleike alle ore 12:37 | link | commenti (7)
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