Che se in un post precedente ho detto che oramai piango spesso, altrettanto vero e' che rido pure spesso. Ridere mi e' sempre piaciuto, fin da piccola. Ho la fortuna di avere, nella mia storia,una galleria di attacchi di ridarella di quelli meravigliosi, liberatori, che mentre ridi non riesci a respirare, il corpo si scompone in movimenti incomprensibili, le lacrime escono dagli occhi, non si puo' guardare in faccia la persona complice di tante risate altrimenti si rischia il soffocamento, che un piccolo respiro bisogna pure infilarcelo. Risate nei momenti sbagliati, nei momenti inaspettati, risate terapeutiche e solari, che dopo la vita e' piu' bella. Ricordo di un periodo in cui lavoravo con l'autore televisivo Enrico Vaime, e un giorno avevo un terribile mal di testa che nessun analgesico aveva sconfitto. Lui, in particolare forma, attacca una sequela inarrestabile di battute, a raffica, senza un secondo di pausa, tutte eccellenti. Le risate che mi sgorgarono furono talmente intense che probabilmente mi fecero produrre endorfine o non so cosa, fatto sta che...opla', il mal di testa spari'! Non ringraziero' mai abbastanza i miei compagni e le mie compagne di risate, ossia di quella che e' la parte piu' seria e importante della mia vita. Ultimo complice?Ieri sera, Camilleri; leggevo LA PISTA DI SABBIA, l'ultima avventura dell'amato Montalbano, e su di una certa scena ho riso di cuore e anche oggi se la ricordo, ci rido ancora. Le risate sono un'arma formidabile sempre e comunque, qualsiasi sia l'avventura di vita che stiamo attraversando.