giovedì, 28 giugno 2007

Ridere, ovvero una delle cose per cui vale la pena vivere

Che se in un post precedente ho detto che oramai piango spesso, altrettanto vero e' che rido pure spesso. Ridere mi e' sempre piaciuto, fin da piccola. Ho la fortuna di avere, nella mia storia,una galleria di attacchi di ridarella di quelli meravigliosi, liberatori, che mentre ridi non riesci a respirare, il corpo si scompone in movimenti incomprensibili, le lacrime escono dagli occhi, non si puo' guardare in faccia la persona complice di tante risate altrimenti si rischia il soffocamento, che un piccolo respiro bisogna pure infilarcelo. Risate nei momenti sbagliati, nei momenti inaspettati, risate terapeutiche e solari, che dopo la vita e' piu' bella. Ricordo di un periodo in cui lavoravo con l'autore televisivo Enrico Vaime, e un giorno avevo un terribile mal di testa che nessun analgesico aveva sconfitto. Lui, in particolare forma, attacca una sequela inarrestabile di battute, a raffica, senza un secondo di pausa, tutte eccellenti. Le  risate che mi sgorgarono furono talmente intense che probabilmente mi fecero produrre endorfine o non so cosa, fatto sta che...opla',  il mal di testa spari'! Non ringraziero' mai abbastanza i miei compagni e le mie compagne di risate, ossia di quella che e' la  parte piu' seria e importante della mia vita. Ultimo complice?Ieri sera, Camilleri; leggevo  LA PISTA DI SABBIA, l'ultima avventura dell'amato Montalbano, e su di una certa scena ho riso di cuore e anche oggi se la ricordo, ci rido ancora. Le risate sono un'arma formidabile sempre e comunque, qualsiasi sia l'avventura di vita che stiamo attraversando.
postato da: aleike alle ore 12:04 | link | commenti (5)
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lunedì, 25 giugno 2007

Rosso Niagara

Ero di umore strano stamattina, umore delicato, vagamente malinconico, ma di quando la malinconia e' fertile, tenera, non distruttiva. So che fare certe cose mi riporta sempre in una dimensione positiva e reale. Allora ho finito di vedere il film iniziato ieri, NIAGARA, un film dove la galleria di espressioni torbide e sensuale della Monroe non ha mai fine, dove ogni inezia e' mirata ai sensi, dove e' erotismo  pure una cuffia per capelli in testa, mentre, dopo la doccia, ci si fa asciugare la schiena dal marito ombroso, pure un astuccio per rossetto pieno di brillantini colorati, forse kitch ma adorabilmente anni '50.. L'altra protagonista femminile del film, una donna saggia e solida,al marito che le chiede perche' non indossa un abito conturbante come quello di Marylin, dice che per farlo bisogna cominciare a progettarlo fin dai 13 anni e non ha tutti i torti....Si favoleggia che per fare ancheggiare Marylin con il suo inconfondibile stile,le accorciassero uno dei due tacchi delle scarpe.Fatto sta che se lo facessero a me o ad altre donne il risultato sarebbe sicuramente il consiglio di andare subito da un ortopedico. NIAGARA e' un film fatto di fuoco e acqua, di cascate per turisti e cascate per baciarsi di nascosto, e' un film rosso come il famoso abito di lei, aderente e fasciante, e' un film di  un profumo intensissimo e penetrante che avvolge dal primo fotogramma all'ultimo. Ad ogni film di Marylin che vedo le mando un saluto, e sono sicura che lei apprezzera', piccola donna sola e indifesa ed eterna.
postato da: aleike alle ore 13:13 | link | commenti (1)
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venerdì, 22 giugno 2007

Merletto di mezzanotte

Il film Merletto di Mezzanotte, con Doris Days, Rex Harrison e anche Mirna Loy, attrice che adoro, e' sicuramente un pochino ingenuo visto oggi. Il doppiaggio toppa clamorosamente quando attribuisce alla voce del misterioso maniaco che tormenta la povera signora Preston (Dorimerlettodimezzanottes Day) una vocina ridicola, che non e' inquietante come nelle intenzioni del regista, ma solo comica. La trama ci presenta svariati presunti colpevoli per arrivare all'inevitabile colpo di scena finale. Ma la cosa che trovo carina del rivedere questo film e' Doris Day, con i suoi vestitini, i suoi cappottini, la sua pettinatura sempre meravigliosamente perfetta, anche dopo corsa affannata e terrorizzata in mezzo alla nebbia. Chiunque sarebbe un cencio, lei no, perfetta con il suo carre' rivolto in su. Questa e' la delizia di alcuni film di quell'epoca, la totale mancanza di realismo, il glamour di Doris che la vince su tutto; anche a mistero non svelato, e con l' incombente minaccia dell'assassino, lei indossa soavemente il suo Merletto di Mezzanotte, una camicia di pizzo nero che non riesce affatto a rendere sensuale un'attrice che di erotico non ha mai avuto molto, cosa che pero' non possiamo chiedere alla "fidanzatina d'america" degli anni 50. Lei doveva solo essere rassicurante, brava, fedele e sorridente.
postato da: aleike alle ore 16:55 | link | commenti (2)
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giovedì, 21 giugno 2007

As tears go by

Quando avevo 18 anni, non piangevo mai. Non mi commuovevo mai. Mi emozionavo tantissimo, questo si', la mia vita interiore era un magma incontrollato di sensazioni continue e fluenti ma non mi veniva mai da piangere, ne' per una cosa bella ne' per quelle brutte. E dire che c'erano situazioni in cui avrei voluto farmi un bel pianto, ma non c'era nulla da fare, sia mai poi se c'erano persone presenti. Con gli anni mi sono ammorbidita e ho cominciato a piangere quando era il caso, e a commuovermi quando era carino farlo. Fino ad arrivare a questi ultimi anni in cui, complice l'eta' anagrafica che aumenta, mi commuovo e mi viene il nodo in gola per qualsiasi scemenza attraversi il creato. Piango per una frase di una canzone di Vasco Rossi, piango perche' a Distretto di Polizia muore l'ispettore Belli, piango se penso ad una ingiustizia subita a 12 anni, piango se leggo una frase d'amore, piango se vedo mia nipote fare la Prima Comunione,piango anche se c'e' gente. Una volta  alla mensa aziendale, mi sono uscite lacrime incontrollate ripensando alla bellissima poesia-decalogo d'amore che un'amica aveva usato per il suo matrimonio al posto delle bomboniere; stavo li', mangiavo il riso in bianco e singhiozzavo. Piango se ripenso a mia madre, a me stessa piccola, e anche se vedo IL TETTO di De Sica che, giuro, NON FA PIANGERE. Ma se sono in vena pure in un film di Toto' trovo il risvolto commovente. La cosa non mi preoccupa molto, credo sia genetica, anche mio padre era cosi', da giovane mai un tremito e una lacrima, da vecchio ad ogni visione di CASABLANCA scattava il pianto e l'applauso finale!
postato da: aleike alle ore 11:53 | link | commenti (6)
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martedì, 19 giugno 2007

E sulla Topolino amaranto, si va che e' un incantooo...

500Non e' una Topolino e non e' amaranto. E' una 500 nuovo modello, blu. Era abituata a non troppo lunghi tragitti cittadini, al massimo al traffico romano. Il Grande Raccordo Anulare l'avra' visto si' e no 4 volte, e fuori citta' e' andata solo qualche volte, quando era piu' giovane, al mare piu' vicino, e una volta, grande evento, arrivo' fino a Bracciano. Ieri ha fatto un viaggio di ben 400 chilometri, da Roma alla mia nuova citta'. La sua proprietaria era piu' emozionata di lei, che al contrario sembrava tranquilla. Appena giunta in autostrada e' stata condotta da C. sugli 80-100, e lei reagiva bene, sembrava quasi liberata. Man mano che il viaggio proseguiva, e' stata spinta a 120 e lei era magnifica, reagiva dignitosa alle macchine sfreccianti che la superavano, manteneva un 'andatura morbida e decisa, finalmente si sentiva come tutte le altre macchine.
Si e' fermata per la prima volta in un'area di servizio, non ne aveva mai vista una, le e' molto piaciuta, e poi ha ripreso il cammino fino a casa, senza un lamento ne' un momento di cedimento. La sua proprietaria a fine viaggio era stanchissima, lei no. Ora si sta riposando, parcheggiata sotto casa e cerca di fare amicizia con le altre macchine locali. Pare si stia ambientando.
postato da: aleike alle ore 11:49 | link | commenti (7)
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domenica, 17 giugno 2007

Nido Vuoto

Di Alicia Gimenez Bartlett ho letto solo tre libri, di cui l'ultimo, NIDO VUOTO, finito pochi minuti fa. La trovo una scrittrice piacevole, di quelle che vanno dritte al sodo, e senza giri di parole ti presenta e ti fa conoscere dei personaggi da ritrovare sempre volentieri nelle successive storie. La sua Petra e il suo Firmin, l'accoppiata di ispettore e vice che risolvono i casi dei suoi romanzi, hanno quell'autenticita' che li rende simpatici, umani, vicini.  Fanno un lavoro sporco, duro, e allora cosa c'e' di meglio che la continua ironia uno verso l'altro per sopravvivere a morte e altri orrori?I due si punzecchiano spesso, si prendono  in giro, godono nel solleticare con destrezza il punto piu' debole dell'altro, e ci riescono sempre, e l'altro, un po' per gioco e un po' sul  serio, si infuria e dimentica per un attimo l'orrido caso di pedofilia sul quale stanno lavorando. Sarcasmo e sfottimento come terapia e come alleati di vita. I casi si risolvono, la vita va avanti e si cambia. Forse Alicia sta realmente attraversando un bel momento nella sua vita privata, perche' in questo romanzo riesce a coniugare  al racconto del caso da risolvere piu' disperante che ci possa essere,  una filosofia di vita positiva, saggia, vitale, che puo' comprendere di piu' forse solo chi  ha passato troppe serate solitarie a rimuginare sui mali del mondo.
postato da: aleike alle ore 19:14 | link | commenti (10)
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mercoledì, 13 giugno 2007

Il buio oltre la siepe

il buio oltre la siepeVedere questo film per la prima volta solo ora e' cosa abbastanza indegna. Ma a volte capita di avere buchi e lacune e questa e' stata colmata oggi, in un pomeriggio di pioggia un po' stupida.
Non ho trovato il film datato, certi temi sono eternamente attuali, purtroppo. L'avvocato di forte impegno civile (Gregory Peck), che difende un uomo di colore ingiustamente accusato di violenza carnale,e che cerca di trasmettere ai figli i propri valori oltre che con la parola anche con gli esempi, e' una figura di cui purtroppo c'e' bisogno a maggior ragione oggi. Ma la cosa che mi e' piaciuta di piu' e' stata una regia curata, forte, emotiva pur se controllata, certi primi piani intensi che urlavano, la fotografia di un bianco e nero suggestivissimo, la spettacolare bravura dei due figli di Gregory Peck, due bambini di una espressivita' rara, senza una mossetta, una faccetta, una sdolcinatura, solo sguardi rapidi e acuti, mezzi sorrisi ironici e intensi, quasi adulti ma senza scimmiottare mai gli adulti. Ritratto di una realta' che solo in parte appartiene agli anni ' 30, epoca in cui e' ambientato il film. Da vedere o da rivedere.
postato da: aleike alle ore 19:19 | link | commenti (11)
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martedì, 12 giugno 2007

Isola pedonale

Una cosa che mi piace nella citta' dove vivo ora e' l'isola pedonale, mi piace perche' e' simile alle isole pedonale di altre citta', hanno tutte una piacevole atmosfera rilassata, di mamme e bambini con il cono, di coppiette che indugiano per colpa di lei davanti al negozio delle borse, di panchine che devi fare la caccia per trovare anche solo un pezzetto di sedile libero, di anziani che prendono il fresco e contemplano il passeggio manco fosse uno spettacolo a teatro, di adolescenti che ridono per scemenze. Se a cio' si aggiunge una mini incursione nell'unica, ahime',libreria della citta' e il conseguente acquisto dell'ultimo Montalbano, e il gustare la granatina al limone che adoro, allora l'isola pedonale alza notevolmente le sue quotazioni. Sotto un cielo gravido di nuvoloni nere e con il venticello che si alzava, ho fatto ritorno a casa, dove ho passato il mocio e l'aria si e' riempita di buon odore di detersivo. Ora aspetto che il pavimento si asciughi, che poi mi aspettano i prodotti che ho comprato in profumeria, quelli che promettono pelli incantate, perche' voi valete...
postato da: aleike alle ore 18:13 | link | commenti (3)
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lunedì, 11 giugno 2007

Per prima cosa

Si puo' cominciare da un bagno con tanto bagnoschiuma alla Magnolia, da uno shampoo che ridoni ai tuoi capelli, e di conseguenza al tuo viso, un'aspetto da persona civile. O da un secondo caffe' che fra poco scendero' a prendermi, o dal rimirare con gioia libri, cassette e dvd sistemati tutti pieni di vita nella libreria. E poi accendere i vecchi amici di Radio Capital, scrivere e leggere blog, ritirare il bucato asciutto e profumato.
E si arriva cosi' alle prime sensazioni e movimenti nella nuova casa. Tanto noi siamo sempre noi, ovunque.
E la versione di Vasco di FELICITA', canzone che mi ricorda Aleike piccola, mi piace. E nel pomeriggio leggero' un po di Nido Vuoto della Bartlett, faro' un po' di spesa, ricreero' la mia normalita' qui. E aspettero' che C. torni dal lavoro e mi sorrida.
postato da: aleike alle ore 09:52 | link | commenti (6)
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venerdì, 08 giugno 2007

La citta' e la casa

Sta uscendo qualche catenella che mi attacca qui, sto provando l'impulso di abbracciare il barista vicino casa o il ferramenta con il quale poi questi gran rapporti non ho mai avuto. Vorrei accarezzare il corrimano delle scale e le piastrelle della cucina, sono un po' rovinate, stamattina mi sembravano bellissime. Si puo' scegliere di cambiare casa e citta' con la massima gioia, ma staccarsi dalla vecchia e' sempre un po' sconvolgente. Questa casa ha vissuto con me 13 anni importanti, durante i quali sono successe tante cose, anche brutte se vogliamo, ma mi ha sempre confortata e amata. E io le vorro' sempre bene, anche se sono pronta a volare altrove.
(il titolo del post e' il titolo di  un romanzo bellissimo di Natalia Ginsburg!)
postato da: aleike alle ore 11:47 | link | commenti (9)
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