Ci sono quelli della serie "Io non faccio foto, i ricordi me li porto dentro". Opinione rispettabile, per carita', ma anche io mi porto miriadi di ricordi dentro e adoro le foto e piu' ne ho e piu' sono felice. C'e' un rapporto particolare con la foto che va oltre il piacevole rimembrare, e' piu' , e' il poter cristallizzare in una immagine visibile, quello che e' lo scorrere del tempo e della vita, i vari periodi che si attraversano con i relativi umori e disperazioni e allegrie, e vedere poi queste disperazioni e queste allegrie attraverso la concretezza di un viso che guarda il fotografo e sorride, oppure sta serio. Se vivendo un momento che mi pare insostenibile o difficile, mi fanno una foto, poi la riguardo dopo mesi e vedo che non era vero, che era sostenibilissimo, perche' io ero li', io c'ero, c'ero con quel golf, con quel lucidalabbra, con quel sorriso,con quei capelli venuti male, c'ero e solo per il fatto di esserci stavo affrontando l'inaffrontabile e magari ci riuscivo pure. E' la consapevolezza di se' che viene a galla quando si sfogliano gli album e si vedono le foto, quelle alla gita, quelle a Natale, si', proprio quel Natale che non sembrava un granche' ma che a ripensarci dopo vedendone la foto, aveva una sua dolcezza. Ieri ho fatto stampare 20 foto digitali, 20 momenti nella galleria degli ultimi tre anni, 20 rappresentanti di una emozione attraversata, e so gia' che me le riguardero' in ogni momento down. E poi ci sono le foto degli altri, per sentirseli dentro, per portarli nel cuore, per abbracciarli con il pensiero ogni qual volta se ne ha voglia. La prima cosa che mi sono preoccupata di fare in questa casa nuova e' stato organizzare gli angoli per le foto, dove ci sono le persone care, e dove ci sono anche io che sorrido, e quando guardo quello scatto, sono io che sorrido a me stessa e mi faccio coraggio, e divento complice di me.