vengo trascinata come sempre in un gorgo sfrenato, come quando da piccola,di fronte a certe bancarelle, facevo fuori in tre istanti le mie trecento lire risparmiate a fatica. Compro un porta occhiali di seta rossa, cinesizzante, a 2 euro, che va d'incanto con gli occhiali dello stesso colore, una pochette sempre cinesizzante, sul viola - bordeaux, assolutamente inutile ma ad un euro lascio' li' quel cosino grazioso?No! Una padella,per dare una parvenza di funzionale ai miei acquisti, per poi crollare di entusiasmo davanti alla palla antistess, grande, arancione,che si illumina dentro e se la tocchi e' morbida e ridicola. Non poteva non essere mia. MI accorgo con orrore che mi entusiasmo tanto davanti a queste cose, e rimango piuttosto fredda di fronte agli stand degli abiti firmati e a poco prezzo, decisamente una certa componente femminile in me e' un pochino distratta. Altro espositore con macchine d'epoca, bellissime, la Topolino amaranto di cui canta Paolo Conte e macchine del 34, del 28, immagino le persone di allora, vestite come ci si vestiva un tempo, che ci salivano emozionate, perche' la macchina non era abitudine. Prima di tornare a casa un po' di scuola di strade, C. tenta di insegnarmi qualche percorso cittadino, a me che non mi oriento neanche nel mio quartiere romano.
Allora, ricostruendo e' stata l'acqua che si e' infiltrata dal piano di sopra che e' caduta sui fili della televisione,lettore dvd etc, e ha causato il cortocircuito, il contatore e' saltato, il frigo si e' spento e lentamente, non si sa da quanti giorni ma di certo non pochi, ha putrefatto la carne che stava nel congelatore. La casa ci ha accolti con un odore nauseabondo,quelli che gli eroi di NCIS e simili sentono tanto spesso, limitandosi a fare una smorfietta e a storcere poco poco il viso. Noi ce ne siamo scappati a mangiare fuori, sperando di trovare al ritorno un'aria piu' pura. Speranza infondata. Frigo lavato con acqua e aceto 4 volte, risulta ancora maleodorante. La mia casa non e' stata gentile con me questa volta, ma la perdono e sono sicura che la prossima volta si comportera' meglio, per ora i lavori in cucina proseguono, ho rivisto i miei nipoti e se possibile sono ancora piu' fichi dell'ultima volta, sto leggendo con estrema soddisfazione DIARIO DI UNA CASALINGA DISPERATA, mi abituo sempre di piu' ai miei occhiali da lettura rossi, non ho ancora rifatto il letto, il soggiorno e' diventato un open space con frigorifero e microonde accanto a libreria e divano, e al tavolo aperto al massimo della sua lunghezza, con tazze, caffe e rotoli si scottex,e il tutto ha un suo strano calore accogliente. Ho anche fotografato il disordinatissimo open space, perche' fissata con i ricordi come sono, pure questi giorni caotici e confusi diventeranno bei ricordi.
Oggi vado a Roma per tre giorni, giorni che saranno dedicati a svuotare la cucina in tutto e per tutto, e a sistemare le svariate cose in qualche modo e all'arrangio in soggiorno, in attesa che sabato mattina all'alba (insomma, alle 8 ma per me e' alba) venga il pittore a ridipingere le pareti. Il tempo sara' quindi per il lavoro e, tranne la sera di sabato che andro' a mangiare la pizza con mio fratello per riabbracciare con gioia i miei nipoti e dar loro dei regali, non ci sara' il tempo per girovagare un po' per il mio amato quartiere o per il centro. Ma gia' so, e questo e' certo, che il cielo di Roma mi accogliera' cosi' e vederlo sara' uno spettacolo. E fantastico per di piu'.
Ieri sono stata sul Gargano a fare un giro, e ho potuto confermare a me stessa che il mare mi piace tanto quando non vi e' quasi traccia di vita balneare e creme solari, quando gli ombrelloni sono rigidamente chiusi o non vi sono per niente, le sdraio stanno in fila ostinatamente vuote e il sole non eccede. Anzi, se come ieri e' l'ora del tramonto, rimango inebetita dalla bellezza, in tutto quel rosso che tinge l'aria e l'acqua mi ci perdo, mi viene da fissarlo cosi' intensamente da staccarmi dalla realta', il tramonto mi mette un'allegria speciale, la stessa che provo quando vedo la gente vivere nei retro casa, nei cortili interni, dove si pianta il basilico e si stendono i panni, ci si affaccia nei balconi, un po' guardinghi, dove c'e' la vita vera, che non e' certo nelle facciate principali, ma sempre dietro. Sempre nei cortili interni c'e' l'odore di cucinato, di soffritto, di verdure bollite, odori che in assoluto sarebbero pure sgradevoli ma che in quel contesto mi piacciono, mi rassicurano, sanno di normalita' e cose belle.Oggi lo sto creando io l'odore di cucinato, con la mia pila di verdura che bolle, aspettando di andare al cinema stasera e Joni Mitchel che canta.