martedì, 30 ottobre 2007

Ansiosa modestamente lo nacqui

La cosa che mi ha sempre ucciso nella vita, che mi ha rovinato attimi preziosi, il mio peggior difetto da quando sono nata ad oggi mentre scrivo, e' l'ansia, di quel tipo specifico di ansia anticipatoria, quella che manda a monte qualsiasi bel progetto perche' "Ma chissa' se trovo parcheggio? E se lo trovo solo dopo 20 minuti?E se piove? E se nel frattempo mi viene la tachicardia?E se mi viene il mal di testa?O la febbre?Se non riesco a parlare, a spiegarmi con le persone con cui dovro' parlare?Se sbaglio strada?". Una sequela di "se", uno piu' stupido e irrazionale dell'altro, che nessuno esercizio di rilassamento riesce a mettere a tacere, nessun ragionamento riesce a cacciare. Invocare "ogni giorno ha la sua pena" con me e' vano, sono parole a cui crede il mio cervello, ma purtroppo non scendono a livello stomaco-viscere. Non si puo' pensare a: "che bello, a dicembre viene Natale", perche' poi si aggiunge subito:"e se insieme viene un'influenza che mi blocca a letto proprio quei giorni?" Il "che bello, torno qualche giorno a Roma!", viene immancabilmente seguito da" e se trovo in cassetta qualche mega multa che negli anni e' diventata di 2 mila euro?". E qui la fantasia galoppa, perche' se non mettiamo limiti e paletti, possiamo pensare a qualsiasi catastrofe, fra le quali il famoso meteorite che si abbatte in casa in fondo e' il male minore. Un momento di pace e di allegria, per me che sono la Regina della Felicita' nelle Piccole Cose, puo' suicidarsi in un E SE MI MUORE QUALCUNO? E questo da sempre, da quando avevo 15 anni, quindi neanche a sperare che la vita insegni qualcosa, no, a me ha insegnato che riesco solo a peggiorare. O meglio,razionalmente ho capito la vacuita' scema del tutto, il fatto che spreco anni di energie positive ad aspettare disgrazie che non arrivano, per poi trovarmi comunque cose negative all'improvviso, e che quindi e' inutile totalmente cercare di governare gli eventi, meglio aspettarli pensando ad altro, possibilmente a cose belle. Ma,come ho detto prima, tutto cio' rimane nella mia sfera cranica, ma al cuore e alla pancia non arriva. Chissa' se negli anni che mi aspettano la vita riuscira' a sorprendermi e a farmi dominare un po' questo semi tragico aspetto del mio vivere quotidiano?
postato da: aleike alle ore 21:16 | link | commenti (15)
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sabato, 27 ottobre 2007

Canzoni

Non lo scopro certo io il potere evocativo delle canzoni, solo che mi sorprende sempre. Poche cose fanno effetto "macchina del tempo immediata" come poche note, o due righe di testo, proprio quelle due righe li'.
1967 - "La Follia" - I RIBELLI- Io avevo 7 anni e quel 45 giri fu il primo che acquistai con i miei soldi, faticosamente risparmiati dentro un borsellino. Lo detti a mia madre che usciva a fare la spesa, e che me lo compro' da Upim. Torno', il disco in mano e il borsellino semi vuoto, cosa che mi stupi' non poco. Misi la canzone a tutto volume, presa da un'eccitazione febbrile, saltando sui materassi rivoltati per prendere aria.
Oppure "Bridge over trouble water" - SIMON AND GARFUNKEL, ascoltata per la prima volta da adolescente, con quell'arrogante e assurda sensazione che fosse stata scritta per me, perche' capiva esattamente cosa avrei voluto scrivere io se fossi stata capace di scrivere una canzone.
"Just like a Woman" -BOB DYLAN, che mi faceva diventare grande un po' di piu' ad ogni  ascolto, mentre leggevo la sua biografia, sottolineavo alcune righe con la matita, e scrivevo i commenti affianco e, mannaggia, non ci sono piu' riuscita a farlo, ora sono troppo repressa dai non si fa, non si scrive sui libri, ma penso che poi ,a rileggerli anni dopo, sia fantastico.

Per esempio, ora che ho finito STUPORI E TREMORI della Nothomb, sarebbe carino scriverci su qualcosa, magari a matita, ma ho il super io che me lo vieta.

Elvis Costello canta SHE, come per Over the rainbow faccio finta che qualcuno me la dedichi, e mi preparo per godere un po’ di sabato pomeriggio.

postato da: aleike alle ore 14:48 | link | commenti (17)
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mercoledì, 24 ottobre 2007

Alta societa' e piacere invernale

kellyQuanto cambiano le sensazioni con il cambiare delle stagioni, lo stesso gesto prende altri respiri, accoccolarsi sul divano con la copertina arancione, ha una struttura diversa dello starci con i bermuda e le gambe che chiedono aria e fresco. E' tutto piu' congeniale per la visione di un film. L'altro pomeriggio pioggia, freddo umido e penetrante, sono stata costretta ad allungarmi fino al supermercato, non vicinissimo. Passi veloci, un po' ammusata che non avevo voglia di stare all'esterno, fatto spesa sintetica, il minimo indispensabile, a me che piace farla, ma volevo tornare presto a casa. Gli ultimi metri mi pregustavo il calduccio di casa mia. Appena entrata ho infilato la tuta calda, ho fatto il the alla vaniglia,un Ferrero Rochet, la luce spenta del salotto, sera e freddo lasciati fuori, ed e' partito "Alta Fedelta", con Grace Kelly, Bing Crosby, Frank Sinatra, e un'attrice di cui ora ho scordato il nome ma che ho adorato nel ruolo della fotografa, una faccia buffa e spiritosa. La Kelly all'inizio vestiva color crema, camicia e pantaloni, sottile, in perenne movimento, bellissima, scarpe da casa stile espadrillas arancioni, e per richiamare il colore, faceva roteare fra mano e tasca un fazzoletto arancione che non aveva funzione se non quello di dare piacere agli occhi, piccoli trucchi glamour. Ho provato a fare parallelismi con il suo originale "Scandalo a Philadelphia", ma poi mi sono stufata, sono diversi, forse il primo e' migliore, ma ho goduto tantissimo anche del secondo, con le musiche di Cole Porter. Certi piaceri invernali sono impagabili.
postato da: aleike alle ore 11:00 | link | commenti (10)
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domenica, 21 ottobre 2007

La cucina ciliegio e panna

Venerdi' e' arrivata la cucina nuova di Roma,  puntuale, bellissima, ciliegio e panna,  e' stata montata senza grossi intoppi, l'idraulico  ha  attaccato lavandino e tubo del gas e il tutto ci ha permesso una cena semi normale, dopo  che gli ultimi pasti romani erano stati all'insegna della rosticceria. E' divertente vedere, e voglio verificare quanto durera', come diventa piacevole lavare i piatti fra i mobili nuovi, utilizzando uno scolapiatti bello spazioso, voltandosi e vedendo forme morbide e lineare, e poi ho notato che una cucina puo' essere bellissima, ma fino a che non ci appendi un canovaccio, non prende vita, non si anima, solo dopo che uno strofinaccio fa la sua bella mostra su un appendino  al muro, allora la cucina esiste veramente ed e' tua. Il sabato a pranzo ho rivisto un po' di parenti cari, zia, cugina, compagno della cugina , e ho ricevuto una cosa che  amo, ossia i regali di compleanno tardivi, ma una cosa mi ha folgorato, una cosa proveniente da Berlino: una confezione di tovaglioli di carta  griffati con  il viso di Audrey Hepburn e la scritta di Colazione da Tiffany, una delizia di tovaglioli che non usero' mai perche' cosi' li potro' vedere sempre, e mi sono immaginata di dare una festa dove far pulire le mani agli ospiti con tali splendidi cosini, rimarrebbe nella  storia una festa cosi'. E poi saponi profumatissimi, e collanina perfetta per me e per il mio collo, e foto di Woody Allen e delle foto in bianco e nero dei miei nipoti, che mi ricordano le mie foto da piccola con mio fratello, quelle degli anni '60.
Poi a casa, sabato pomeriggio  di sistemazione cucina, e piccoli acquisti domestici,lavoro fisico duro, mal di schiena, qualche intoppo prontamente risolto da C., ed  il risultato e' perfetto.
postato da: aleike alle ore 11:30 | link | commenti (10)
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giovedì, 18 ottobre 2007

Entra in gioco il piano B

Una cosa che mi piaceva tanto fare da piccola era questa: quando ero un po' triste, con qualche magone apparentemente inspiegabile, tentavo di capirne la causa. In genere erano cause semplici e ben precise. Una volta capito cosa fosse, mi chiedevo cosa avrei voluto fare, possedendo la bacchetta magica, per evolvere la situazione in positivo. Mi sentivo sola?Zac, un colpo di bacchetta ed ecco li', 10 bambini con cui giocare. Ma il trucco non consisteva in questo, ma nel piano B. Il piano B consisteva nel vedere, molto piu' realisticamente, cosa poteva esistere di concreto nella vita che potesse avvicinarsi al famigerato desiderio, ma rimanendo fra quelli realizzabili. Non quindi  10 bambini in un colpo solo, ma la telefonata alla mia amica del cuore, oppure scrivere una pagina del diario, cosa che mi faceva sentire piu' in compagnia.
Mutuare questo gioco da adulti non e' facile, ma ci si puo' sempre provare. Cosa mi pesa nella vita a volte?L'eccesso di ansie e paure. La bacchetta magica le estirperebbe al volo, ma in assenza di essa facciamo da soli, custodiamo quel bozzolino di paura nel cuore come fosse un tesoro, invece che come un nemico, diamogli da mangiare, consoliamolo, solo cosi' piano piano si sciogliera', mettiamoci un po' di ammorbidente, usciamo lo stesso, anche se l'istinto ci sotterrerebbe in casa, andiamo a prendere un caffe' al bar all'angolo, che comincia ad essere un po' famigliare, affrontiamo la vita nei suoi aspetti quotidiani, la lavatrice, cucinare, la valigia da preparare, il bozzolino di paure e' sempre li', ma sta piu' tranquillo, dondola in mezzo al via vai delle faccende. Un po' trema, un po' da' noia ma piano piano si acquieta, fra una camicia da stendere e una pausa al pc, il piano B, l'alternativa a quello che vorremmo ma non c'e', funziona sempre.
postato da: aleike alle ore 12:18 | link | commenti (12)
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domenica, 14 ottobre 2007

I piccoli desideri per una mini trasferta

rotaieDomani vado a Roma, toccata e fuga, solo per andare a fare una visita medica martedi'. Voglio sperare che la casa mi accolga senza guai, senza contatori saltati,acqua a terra e vicine del piano di sopra dubbiose sul fare l'unica cosa logica da fare, ossia chiamare l'idraulico e di corsa pure. Mi piacerebbe anche che il treno non faccia ritardo, e che la sera non sia troppo stanca e ce la faccia ad andare al mio adorato cinema vicino casa. Vorrei che al Centro per la Cefalea mi dessero un'ottima cura per il mal di testa, come hanno fatto altre volte, e non quest'ultima, e quindi lasciare il reparto allegra e sorridente e farmi un panino al bar dell'ospedale, che saro' anomala ma quei panini li'  io li trovo favolosi e mi piace mangiarli con il cappuccino, che non e' un connubio tanto normale ma lo adoro.
Poi mi piacerebbe arrivare un pochino in anticipo alla stazione Termini, fare un giro per i negozi e per l'ottima libreria che c'e' li' e prendere il treno del ritorno, anch'esso in perfetto orario, farmi  un pisolino, leggere il mio libro e arrivare sana, salva e felice.
postato da: aleike alle ore 16:25 | link | commenti (18)
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giovedì, 11 ottobre 2007

Quanto mi piace!

I piccoli spicchi di luce che si vedono dalle finestre, quando fuori e' buio, e' sera o quasi sera, e freddo, e si immagina una vita calda dentro, una tavola apparecchiata, un fornello con sopra una pentola e qualcuno che rimescola. Si possono immaginare quadri e musica, vita e abitudini, mentre noi con il passo siamo gia' scivolati oltre, e di quella gente non sapremo mai niente.
Le roselline gialle che ho comprato, e messo in due vasi color arancio, che cambiano la faccia della stanza.
La ripresa in mano di UN ALBERO CRESCE A BROOKLYN, suggerito dal blog Immersioni Libridinose, che mi ricorda quando lo lessi da ragazzina, e mia madre che me lo passava con il solito entusiasmo da amante dei libri contagiosa.
Un po' di sole dopo giornate scure.
Una foto nuova messa sul cassettone, sono io che sorrido, in gita sul Gargano, che quando sorrido in un certo modo nelle foto mi sono stranamente simpatica.
Il mal di testa quando e' passato.
Mettere a posto tutti i calzini colorati invernali, quelli stupidi con fiori e pupazzi e righe, quelli che si dovrebbero lasciare alle adolescenti e proprio per questo li compro.
Notare un vago dimagrimento allo specchio.
Avere sempre e solo quella tazza per il the del pomeriggio.
Andare a letto verso l'una, addormentarmi e sentire, nel sonno, il mio compagno che viene a letto e riaddormentarmi con uno spirito migliore.
Ascoltare Damian Rice.
Riuscire a mettere un po' pace fra i pensieri ansiogeni, riuscire, magari solo per pochi minuti, a pensare che tutto andra' bene, liscio, lineare e pensare che tutta la paura del mondo e' gia' sparita.
postato da: aleike alle ore 10:22 | link | commenti (20)
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mercoledì, 10 ottobre 2007

Trasformazioni, in sala e nella vita

Non mi era mai successo di sedermi soddisfatta sulla poltrona del cinema, pronta a gustare o a criticare, comunque a VEDERE, il film scelto e di trovarmene di fronte un altro. Ieri sera finalmente credevo di stare per vedere Espiazione, che qui nella mia citta' era uscito un po' in ritardo, e ho visto GOODBYE BAFANA,ovvero IL COLORE DELLA LIBERTA', ovvero....un'altra cosa. Non c'era Keira Knighteley, ma Diane Kruger,  e c'era anche Joseph Fiennes e il film raccontava di Nelson Mandela e della sua guardia carceraria,Gregory, di una trasformazione radicale, che quando accadono nella vita e' cosa bella e preziosa. Da grigio e meschino impiegato  dell'apartheid, con gli anni e le parole e gli esempi di Mandela, arriva a stravolgere del tutto il suo modo di pensare. Che se non fosse fatto vero, verrebbe da credere che sia una favola, ma Gregory invece e' esistito veramente, e ha cambiato il corso dei suoi giorni rifiutandosi di continuare a credere aprioristicamente a cio' che gli avevano insegnato. Buon film, forse senza grosse capriole registiche, ma di fedele narrazione e impegno civile, cosa di cui c'e' sempre bisogno.
postato da: aleike alle ore 11:48 | link | commenti (7)
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lunedì, 08 ottobre 2007

Goffa e sbagliata

Ci sono delle giornate in cui uno dovrebbe rimanere a letto, a non far danni, ne' a se stessi, ne' agli altri, in cui ci si sente in grado di indossare solo il pigiama, perche' ogni altro indumento ci fa sentire sgraziati e ridicoli, in cui ci si guarda allo specchio e si vede, di tante cose, solo un enorme ruga. Giornate nelle quali non si riesce a leggere, perche' il pensiero vaga dopo la terza riga, nelle quali la musica stride e va spenta subito, per non parlare di tentativi di vedere film, tutto appare complicato. In giornate del genere si dovrebbe evitare di tentare di cuocere un arrosto, azione che non e' poi cosi' tanto complicata, e che invece si riesce a far diventare una sorta di Parigi Dakkar della cucina, e si sbaglia ogni singolo gesto. Tentare di fare uno shampoo, poi, e' follia. Scrivere una mail si puo', ma in genere l'italiano che si usa e' goffo e forzato. Certo, c'e' sempre da sperare nel pomeriggio, forse la luna volgera' al meglio, ma credo che citare Ornella Vanoni con "Domani e' un altro giorno, si vedraaaaaa'",  sia cosa saggia.
postato da: aleike alle ore 11:11 | link | commenti (9)
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venerdì, 05 ottobre 2007

Viva il supermercato!

Fra ieri pomeriggio e stamattina, per motivi di visite mediche e code per le visite mediche e code per prenotare le visite mediche, ho avuto ore davvero stressanti e innervosenti. E allora oggi pomeriggio niente di meglio che la spesa al supermercato per rilassarsi un pochino. Adoro fare la spesa al supermercato,da sempre, e' tutto liscio, ordinato, lineare. Molti amano i mercati, colori, sapori, odori, li trovano piu' caldi. Io li odio, tutti strillano, tutti urlano per vendere la propria mercanzia, le vecchie ti passano con le ruote del carrello sopra le gambe, se ti fermi a vedere un banco, ti spintonano.No, non fa per me, l'asettica tranquillita' del supermercato e' perfetta per il mio lato asociale:un po' di musica di sottofondo e nessuno che ti parla, tranne le volte, ma mi succedeva SEMPRE  a Roma e qui a Foggia mai, che qualcuno mi chiede aiuto per capire cosa e' scritto su di un prodotto, o per trovarne un altro, o per prendere qualcosa in alto (non sono alta ma e' sempre tutto relativo al mondo!), o anche solo per un consiglio. Arrivai al top quando un distinto signore, mandato dalla moglie con tanto di lista, stava con naso ficcato in mezzo al reparto ortofrutticolo e l'aria persa, mi vide, si illumino' e mi chiese:"Scusi, signora, non sto trovando l'Auricchio!!". Gli spiegai che i formaggi si trovano al reparto formaggi e fu tanto felice. Oggi ho girellato, fra i reparti, scorta di carne, di tonno, vino, bagnoschiuma, pane bauletto, pasta, pelati. Pure un mascara di Maybeline che magari fara'  schifo ma costava poco e ne avevo bisogno. Il rovescio della medaglia  di tutto questo piacevole vagare e mettere nel carrello, e' poi il percorso dal super alla macchina, con 5 buste pesantissime che, ondeggiando, mi ammazzavano le gambe, e il percorso dal garage al portone, e ultimo, il percorso di due piani a piedi. Ma poi, quando tutto e' a posto, scordo tutte queste noioserie, come si dimenticano i dolori del parto...
postato da: aleike alle ore 18:14 | link | commenti (14)
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