martedì, 29 gennaio 2008

Letture varie

Sono quasi alla fine di NORWEGIAN WOOD di Murakami Haruki, non ho tempi di lettura rapidi, un po' per seguire la mia natura attuale, un po' per scelta. Lo stile di Haruki mi piace, mi culla, mi dondola, e mi piace l'apparente semplicita' con la quale racconta cose devastantissime. Solo cheplath due giorni fa sono arrivata in un punto che mi ha particolarmente rattristata, e siccome in tutto il libro c'e' sottile tristezza, ho deciso che dovevo intervallare la lettura degli ultimi capitoli con qualche altra cosa.
La scelta e' caduta su due riletture, LETTERE ALLA MADRE, di Sylvia Plath e QUADERNO PROIBITO di Alba De Cespedes. Veramente stamattina ho cominciato a ridere a crepapelle da sola, pensando al fatto che per evadere da un momento di malinconia libresco, sono andata a planare sulla cara e tenera Sylvia Plath, ci vorrebbe un'analista per capire quale tortuoso percorso mentale mi ha fatto giudicare il suo carteggio con la madre piu' vitale di Haruki, ma forse il motivo e' semplicemente che il fascino di questa scrittrice vince la morte, vince il suicidio, e ogni testa infilata nel forno. Ci sono tante sue poesie che ancora non conosco, ma quello che piu' mi colpisce di lei e' l'estrema precocita', la lucidita' di scrittura in eta' molto giovanile. E le sue foto, il suo sorriso, un sorriso pieno di voglia di vivere, di fiducia. Dove va a finire la fiducia che tutti noi abbiamo nella vita?
La De Cespedes anche e' una rilettura, rilettura di un libro modernissimo, attuale, che dovrebbe  essere piu' conosciuto e apprezzato di quello che e' ora. So che e' difficile trovare i suoi scritti nelle librerie, forse meriterebbe delle riedizioni. L'amore per questa scrittrice l'ho ereditato da mia madre, e ricordo uno sceneggiato televisivo tratto da Quaderno Proibito con una fantastica Lea Massari.
Per ora saltello e mi barcameno fra questi tre volumi, con il mio fido paio di occhiali da lettura sempre li' accanto.
postato da: aleike alle ore 11:03 | link | commenti (22)
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venerdì, 25 gennaio 2008

Cittadina del mondo

P.del Popolo al ritorno dal s. AndreaC'era una volta....anzi, c'erano una volta quelli che adesso si chiamano gli audiolibri e che, a quel che ho capito, ora vanno a mp3. Ai miei tempi invece erano cassette, e furono un flop commerciale. Io e mia madre li comprammo tutti, uscirono in edicola e li acquistammo perche', soffrendo entrambe di mal di testa, avevamo da passare drammatiche ore nelle quali la lettura ci era preclusa, la televisione pure, uscire di casa per carita', mentre invece qualcuno che ci leggeva, con il volume basso, una storia, aiutava a passare il pomeriggio. Che poi erano tutti libri letti dal fior fior degli attori dell'epoca, la Melato, Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, insomma, voci calde e pastose e bravissime ad interpretare le varie sfumature dei personaggi. Quindi, fermo restando che leggere per conto proprio e' sempre la cosa migliore, credo proprio che finiro' questo pomeriggio in cui la cefalea non da' tregua con un vecchio audio libro, seduta ad ascoltarlo in poltrona, con una coperta sulle gambe come una vecchia, magari con l'aria un po' rintronata ma fa niente.
Ieri ho fatto una toccata e fuga romana per una visita medica, piu' il tempo in treno, con le gambe costipate e strette in quei pochi centimetri che assurdamente le ferrovie decidono che possono bastare per 4 persone di altezza media che altro, ma ho fatto in tempo a scattare una foto alla cara Piazza del Popolo, nonche' ad infilarmi alla Feltrinelli per il regalo di compleanno per mio nipote e per una cartina stradale della Sicilia, ad acquistare una custodia per occhiali di quelle cinesi dai colori sgargianti con le quali ora sono entrata in fissa, a fare un giro nella libreria di Termini, e a decidere che la metro e' il mio mezzo di spostamento per eccellenza, mi ci trovo a mio agio, mi ci sento sempre meno goffa e piu' sciolta e cittadina del mondo che in altri posti. Specie quando scendo a Cipro, mi esalto in maniera esagitata, manco fossi a Parigi. Per fortuna a Cipro scendo raramente. Non so esattamente cosa mi aspetta nel fine settimana, ma di sicuro un cinema e va gia' molto bene cosi'.
postato da: aleike alle ore 17:19 | link | commenti (13)
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domenica, 20 gennaio 2008

Il sabato e' sempre un po' diverso

Che poi in realta' anche se in questo periodo non lavoro fuori casa , perche'  per ora faccio la casalinga, i sabati hanno sempre una scansione diversa, un gusto particolare e un odore unico. Tutto comincia e finisce in altro modo, pure se non vivo quella cosa impagabile che e' il non dover andare in ufficio. E quindi sabato la giornata pure me e' iniziata piu' mollemente, facendo colazione con piu' calma, ascoltando l'ultimo cd di Jovanotti, fresco fresco di uscita, come fosse un cornetto caldo del bar, e sorseggiando il the al bergamotto in maniera diversa di come lo faccio quando faccio colazione da sola, nei giorni feriali. Poi siamo usciti per qualche commissione, facendo muovere un po' Isolina, la mia cara 500, ancora gagliardissima, un caffe' al bar,e siamo andati all'ipermercato, dove ho acquistato per 7 euro 7 una teiera bianca, con sopra un "mantenitore di calore" color arancio, perfetta per la mia cucina. In realta' a me la teiera non serve, io amo il the ma non ho una ritualistica nel prepararlo, me lo faccio al volo ficcando la tazza nel micro onde alla massima potenza per 2 minuti, ma ho sempre pensato che se ricevessi un'amica non saprei come offrirle un the in modo elegante. Ora, il fatto che qui a Foggia io non abbia in assoluto nessun'amica, ne' amante del the ne' che lo abbia in antipatia, e' assolutamente uno stupido e insignificante particolare. Nella mia filosofia alla Pollyanna, penso che magari prima o poi l'avro', ed allora sara' molto meglio farmi trovare gia' equipaggiata di teiera,no?Altrimenti che figura ci faccio?
Dopo pranzo, preso al volo la parte finale di quel delizioso film che e' ERO UNO SPOSO DI GUERRA, con Cary Grant, che rivederlo ogni volta e' uno spasso e si ride sempre alle stesse scene con rinnovato piacere. Dopo un po' su internet per cercare lampade da tavolo, un po' di lettura di Vanity Fair, di Ciak e del libro "Norwegian Wood",che prosegue sempre meglio, e poi si era fatta l'ora per  andare al cinema a vedere "American Gangster" ma un mio inusuale errore di calcolo di tempo ci fa saltare lo spettacolo, e allora scatta l'alternativa e  approdiamo in altro orario a  vedere "Bianco e Nero", intrattenimento divertente, leggero, e con qualche interessante stimolo di riflessione.
Una replica di "Crozza Italia" su La 7 mi conduce fino al momento di andare al letto.
Un particolare fondamentale: tutto il fine settimana e' stato allietato da un bellissimo mazzo di tulipani gialli sul tavolinetto del salotto.  Ogni tanto smettevo di leggere e li contemplavo come una beota. Poi mi chiedo perche' ho un ritmo di lettura cosi' lento, ma insomma, guardarli fa cromo terapia, piu' floro terapia, piu' terapia e basta.
postato da: aleike alle ore 17:24 | link | commenti (16)
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venerdì, 11 gennaio 2008

I vari pezzi delle case

audrey 2Ogni casa, dalla piu' amata alla meno, ha una porzione che preferiamo, un angolo che istintivamente battezziamo subito come nostro, dove ci si puo' fermare a calmare le emozioni quando scalpitano troppo, dove si riguadagna un attimo di pace, ci si asciuga una lacrima alla svelta, o si sogna o ci si protegge dai troppi urti della vita. Ricordo la casa dove vivevo ad Ostia, quando ero molto piccola. Nel bagno c'erano delle piastrelline con una sorta di ramage, da dove la mia fantasia traeva spunto per figure create da me, e c'era sempre "il gattino" che andavo a cercare tutte le mattine.  E sempre ad Ostia c'era da accoccolarsi sotto l'antico tavolo di noce, in mezzo alle gambe, che formavano una nicchietta deliziosa per giocare con le bambole. Nella casa dove sono poi cresciuta a Roma con i miei, la mia scrivania era il fulcro della vita, il mio regno, il centro del mondo, tutto nasceva e moriva li', la musica, i libri, i quaderni con le Holli Hobbie,le prime sigarette, i miti e i desideri. Quando sono poi andata a vivere da sola, ho amato tutta la casa, centimetro per centimetro, ma il luogo piu' rassicurante, che mi confortava quando ero giu', era la camera da letto, quel letto posizionato davanti al grande armadio bianco,con il comodino affianco e la lampada con il paralume bordeaux, tv e irrinunciabile videoregistratore davanti per vedere e rivedere le mie emozioni preferite in pellicola. Quanti pomeriggi di malinconia sono stati sorretti da quella stanza, quel letto, quello schermo.
Nella casa dove sto adesso il mio angolo preferito e' formato da una poltrona color arancio, di cui mi sono appropriata da subito per leggere con le gambe a penzoloni sul bracciolo, a cui da poco e' stata aggiunta una lampada Ikea e un quadro di Audrey Hepburn che sparge un che di dolcezza sopra le mie spalle. Leggere sotto il suo leggero sorriso, con la luce di questa lampada, e nella mia posizione preferita e' un momento buono della giornata.
postato da: aleike alle ore 11:51 | link | commenti (23)
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sabato, 05 gennaio 2008

I propositi, la ridarella e il nuovo anno

3 o 4 buoni propositi li ho fatti per il nuovo anno, io che non li ho mai fatti in vita mia. Qualcosa vorra' dire. Li ho scritti in arancione sulla moleskine,  li rileggero' fra un po', credo che averli messi in parole su carta possa farli germogliare meglio. E poi sono carica di belle giornate romane, di una bellissima cucina che ha avuto la sua compiutezza di arredo con il tavolo e le sedie dell'Ikea, dell'incontro con Patty  Bruce, Gonzolettore,Dreca, di tanti giorni pieni insieme a C., senza che gli impegni del suo lavoro ci abbiano disturbato. Dell'aver rivisto una coppia di amici che vivono a Brescia e con i quali ci vediamo una sola volta all'anno ma quella volta e' sacra, e con la lei della coppia ridiamo sempre esattamente come facevamo quando ci siamo conosciute a 13 anni. Ho riso tanto anche con mia nipote, scoprendo che gli anni passano ma le crisi di ridarella con una undicenne mi possono, grazie al Cielo, venire sempre. Ho passato bei giorni a largo respiro, sto leggendo un bel libro, ho comprato un quadro con Audrey Hepburn, ho qualche piccolo progetto, sempre troppe ansie e paure, ma uno dei  buoni propositi  riguarda proprio queste ultime. E per ora basta cosi' con i pensieri per il nuovo anno, ora c'e' un bellissimo calendario con i tramonti che mi aspetta per essere appeso quando domani tornero' a casa.
postato da: aleike alle ore 10:50 | link | commenti (18)
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