Le parole piu' pensate e pronunciate da me in questo fine settimana sono state "porca miseria,che freddo". A partire da quando venerdi' pomeriggio sono andata a vedere SOGNI E DELITTI, di Woody Allen. Rimango dell'idea che lui sia del tutto incapace per costituzione mentale di fare un brutto film, ma di sicuro e' debolino, fragile, non ha mai quei picchi nei dialoghi e nella regia ai quali ci ha abituato. Tanto freddo sabato pomeriggio, quando faccio un salto alla nuova libreria, che ormai tanto nuova non e' piu', sta qui da novembre per alzare la qualita' della mia vita, e veramente l'amo sempre piu' ,trovo tutto quello che voglio, e se non trovo, l'ordinazione viene fatta con un sorriso carico di promesse. Ho comprato Fred Vargas, SOTTO I VENTI DI NETTUNO, stimolata dai pareri di SimonaCwords e MissMeletta, e ho ordinato A CENA CON ANNA KARENINA, dopo averne letto la recensione da Pattybruce. Poi un saltino in profumeria, rapido e indolore economicamente, anche se la voglia di giocare al reparto fondotinta - mascara sarebbe stata tanta, anche perche' l'Oreal regalava, a chi comprava il mascara, un porta carte di credito. Ora, io non uso il porta carte di credito. Ne' lo userei se mi fosse regalato. Non per cattiveria o per pregiudizio, solo perche' mi trovo bene a usare gli scompartini del portafogli. Solo che l'infantilismo che e' tipico mio e, secondo me, di molte donne, fa si' che siccome il giocattolo veniva regalato con l'acquisto, viene voglia subito di fare l'acquisto stesso, perche' allora quel porta carte di credito sembra delizioso nonche' irrinunciabile!Caspita, e' un regalo, chi rinuncerebbe ad un regalo?Ma in genere sono brava, ho resistito, sono uscita dal negozio, esclamando un ennesimo "Che freddo!".
Un impegno di lavoro di C. mi porta a stare un po' all'aperto, e la parola chiave del week end diventa una sorta di cantilena perenne, la canticchio, ne faccio filastrocche e ninna nanne, sognando the caldo con il rhum, che non ho mai assaggiato ma lessi in un libro che lo davano da bere ad un annegato in ipotermia e la cosa mi colpi' molto, e ad ogni breve, iniziale sensazione di freddo penso al the con il rhum.
A sera si va a cena fuori, in un locale grazioso ma un po' buio. Pero' si mangia bene, si fanno due tavoli, maschi e femmine, e il lato femmine e' infarcito di frasi lamentose su come si facciano tanti sacrifici durante la settimana per stare a dieta, e poi basta una serata cosi' per vedere vanificato il tutto, e intanto, mentre le parole saggiamente sottolineano tale concetto, le mani avidi agguantano piatti di mozzarelle, affettati, parmigiana di melanzane, pancotto, fagioli,frittatine,bruschette e tante altre gustosita' annaffiate dal vino, che andare a cena fuori e bere l'acqua minerale ha senso solo per un astemio, ma per fare la dieta, no. Tanto, e' opinione comune, ci penseremo lunedi' . L'ultimo "che freddo" viene pronunciato all'uscita dal locale, ma e' il piu' intenso di tutti, ci vuole casa, un termosifone, una coperta, un piumone, magari anche i miei occhiali da vista e un po' di libro in semi solitudine.