mercoledì, 30 aprile 2008

Un libro e un film e Villa Carpegna

Finito il mio primo libro di Fred Vargas, SOTTO I VENTI DI NETTUNO, ho deciso che non sara' certo l'ultimo, ma con un colpo d'anca o di ali, come si preferisce, sono atterrata, come nuova lettura, in Italia, esattamente su di un autore che leggo da quando sono ragazzina, e di cui ogni tanto trovo qualcosa che non conosco, nella fattispecie ora sono approdata su PAURA E TRISTEZZA, che si pregia di avere anche la prefazione di Natalia Ginsburg, per cui  ho fatto centro due volte. Cassola descrive un mondo e certi ambienti talmente diversi dagli attuali, che sembra tutto ambientato secoli fa, ma in realta' le sue storie nascono sempre nel periodo della guerra o nell'immediato dopo guerra. Ma forse e' vero, quella e' gia' Storia con sopra tanta polvere di passato, e i cambiamenti che ci sono stati col tempo hanno divorato il tempo stesso.
Descrive minuziosamente il quotidiano, i piccoli gesti, il mangiare dei poveri, la campagna e i mezzi che si possedevano allora per lavorarla, racconta come ci si lavava rudemente i capelli, come si tirava a campare avendo poco o niente. Mi piace sempre leggerlo, non mi stanca mai, mi sento sempre incredibilmente arricchita.
Ieri ho visto un dvd di un film francese perso al cinema, LA VOLTAPAGINE, di Denis Dercourt. Mentre  lo vedevo sapevo di non stare vedendo una pellicola di Chabrol ma era come se lo stessi facendo, la descrizione di ambienti apparentemente perfetti, molto controllati, ai limiti della freddezza, sotto i quali invece cova un fuoco ardente represso, passionalita' non convenzionale e reazioni sconvolgenti, ricordavano alla perfezione molti film di Chabrol, ma senza aderirvi come una sciatta copia, semplicemente attingendo in maniera creativa a quello stile.
Il tempo oggi e' assai bello, si annuncia un primo maggio di sole, ricordo un periodo che non so perche', ad ogni primo maggio, andavo a passare alcune ore in una villa vicino a casa mia di Roma, con qualcosa per sentire la musica con gli auricolari, un libro, la bottiglietta d'acqua. Mi stendevo sul prato e stavo benissimo.
postato da: aleike alle ore 15:44 | link | commenti (18)
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giovedì, 24 aprile 2008

25 aprile

images

"Non so dire, onestamente, cosa ne pensassi del film – era gia’ incredibile stare seduta in un cinema, bella comoda sulla poltroncina di cuoio fresco, con uno schermo grande davanti.…………………mi abbandonai alla magia dei colori e delle immagini. Ripensando a quei momenti, mi accorgo che una tale passione per Tarkovskij da parte di un pubblico che per lo piu’ non sapeva neanche scriverne il nome, e che in condizioni normali lo avrebbe nel migliore dei casi ignorato,  nasceva piu’ che altro da una profonda privazione sensoriale. ERAVAMO ASSETATI DI BELLEZZA, IN QUALUNQUE FORMA, ANCHE QUELLA DI UN FILM INCOMPRENSIBILE, ULTRAINTELLETTUALE E ASTRATTO, SENZA SOTTOTITOLI E SFIGURATO DALLA CENSURA. ERA GIA’ MERAVIGLIOSO ANCHE SOLO RITROVARSI IN UN PUBBLICO, PER LA PRIMA VOLTA DA ANNNI, SENZA PAURA NE’ RABBIA, IN MEZZO AD UNA FOLLA DI ESTRANEI CHE NON FOSSE LI’ PER UNA MANIFESTAZIONE, UN RADUNO DI PROTESTA, UNA CODA PER IL PANE O UNA PUBBLICA ESECUZIONE."

Queste parole sono tratte da “Leggere Lolita a Teheran”, di Azar Nafisi, e secondo me sono parole di una bellezza e verita’ enormi. Le dittature non ci tolgono solo il diritto di votare, di avere preferenza per un determinata ideologia politica, di avere un sindacato che tuteli chi lavora. La dittatura attenta al cervello delle persone, a quella parte di anima che ha bisogno di cultura, di bellezza, di arte sotto varie forme. Il dittatore dice cosa si deve leggere e cosa no, quali canzoni si possono sentire e quali devono essere purgate, quale film e’ consigliabile e qual e’ “disfattista”,o “antipatriottico” . La dittatura ammazza i pensieri che corrono liberi e leggeri come i treni nella notte di Truffaut, e li fa rintanare in un angolo silenzioso e buio, fa vincere la paura contro le meravigliose e potenti sensazioni che si provano quando si vede un film in uno schermo grande, quando si legge il proprio autore preferito, riaccogliendolo ogni volta con l’amore della prima volta, quando si contempla un quadro, con la squisita consapevolezza di stare per entrarci dentro, come nel le pozzanghere di Mary Poppins. La dittatura a Teheran proibiva di vivere la vita nel suo insieme, dal poter esprimere i propri bisogni culturali, al portare dei calzini rosa, perche’ pure scegliere il proprio colore e’ vita e liberta’. Anche la dittatura che abbiamo avuto a casa nostra, oltre ad impedire il pensiero politico che non fosse di regime, vietava l’esprimersi delle persone, impediva agli omosessuali di esistere, censurava le pellicole e le canzoni e gli spettacoli teatrali. Ma siccome la liberta’ alla lunga vince, gli autori di testi inventavano rime e strofe apparentemente innocue, e che volevano dire proprio le cose proibite, perche’ la mente non si piega mai troppo a lungo. Come Azar gode’ quel giorno il suo film incomprensibile, noi ci possiamo tuffare in un mare di libri, film, opere d’arte, parole e immagini e vita. Grazie anche a quelle persone che tanti anni fa hanno costruito, con fatica e coraggio, il giorno che sara’ domani: il 25 aprile.

postato da: aleike alle ore 11:45 | link | commenti (13)
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lunedì, 21 aprile 2008

Ovo sodo

Quando ero piccola vendevano dei piccoli pacchettini di cartoncino, avvolti in carta di colore o rosa o giallino, con dentro delle sorprese, piccoli giochi, cose da poco ma che entusiasmavano noi ingenui bambini degli anni '60, e si chiamavano, appunto, le sorpresine. Ho iniziato un lussuoso week end super lungo da mercoledi' sera, quando sono andata a Roma, e nel pacchetto della sorpresina, ovviamente il mio era rosa, ho trovato:
Giovedi' dei giri con C. per quei negozi tipo mega emporio, con mille cavolate di genere casalingo, a pochi soldi,dove acquisto, per esempio, un portachiave di perline a forma di farfalla, decisamente brutto ma divertente, svariate pezzette multiuso per pulire la cucina, e altre chincaglierie che mi fanno sentire allegrissima
Venerdi' un pranzo con la mia amica N., con la quale parlare e' bellissimo; ci facciamo dei regali reciproci senza essercelo detto, e quello che ricevo io e' un accappatoio bianco, con tutti cuori celesti, una roba divina, che quando lo indossero', sembrero' sicuramente Julia Roberts in non so quale film, quando indossa appunto un accappatoio bianco, ma il mio ha anche i cuori.E poi un incontro con la mia amica M. nel suo luogo di lavoro,e mi ha fatto uno strano effetto rivedere le scrivanie e gli oggetti di cancelleria standard di dove lavoravo prima,inseriti in stanze sempre un po' anguste, molti anni di vita ho passato dietro a quelle scrivanie, e ogni volta, nel bene e nel male, divenivano casa mia.
Poi un cinema con mia cugina, alla sala che a Roma prediligevo, il Quattro Fontane, e il film visto, La Banda, e' molto carino, con quella giusta quantita' di surreale, ne' troppa ne' poca. Le ho regalato un libro, per il compleanno, regalare libri e' bello perche' insieme a lui regaliamo sempre un pezzo di noi.
E poi un altro Maigret da vedere in serata con C., che negli anni l'ho capito, rivedere quel vecchio sceneggiato porta solo bene, Gino Cervi non tradisce mai.
Sabato pranzo e cena di famiglia, pizzeria un po' deludente, dolci mediocri, che odio fare eccezioni alla dieta per poi ingurgitare calorie che non mi soddisfano, ma per vedere i nipoti questo ed altro.E domenica mattina ho rivisto Ovosodo dopo secoli, grazie ad Ossimoro che me lo ha citato in un commento, e non ricordava molte cose,tra cui una sottile vena malinconica,  una faticosa vitalita' conquistata a stento, ma alla fine conquistata, solo che c'e' sempre quell'ovo sodo in mezzo alla gola, che preme, che non va ne' su ne' giu, e, come il Piero del film, me lo sento anche io st'ovo sodo, quando sto per lasciare la casa, prima del viaggio, quando controllo se ho preso tutto, guardo i mobili, i muri e mi accorgo di quanto li amo, di come un pezzo della mia anima e' sempre li', ma poi comincia il viaggio di ritorno, e l'ovo sodo piano piano scende, ci aspetta  la nostra casa, che ha un suo profumo particolare, misto di borotalco e legno, e in macchina si sente un po' di Gianna Nannini, e c'e' una mano sempre vicina alla mia.
postato da: aleike alle ore 10:22 | link | commenti (17)
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lunedì, 14 aprile 2008

Vivaio compiuto, Maigret sospeso

Il momento topico del we e' stato il vivaio, una cosa semplice e lineare da fare, ma che veniva rimandata per motivi vari da settembre, per cui il mio balconcino viveva si' abbellitto da due gerbere e un prezzemolo e un rosmarino, ma insomma, piangeva un po' miseria, specie se paragonato con quello di semi- fronte, che ha i ciclamini, che io adoro, ma che non posso prendere perche' d'estate, quando non ci sto, chi me li innaffia?
Allora sabato mattina si va al vivaio, e gia' questi corridoi con quel profumo pregnante e dolce, che ti volti a destra e sinistra e vedi piante e fiori, non puo' non mettere buon umore. Insieme al buonumore, fa venire  una irresistibile voglia di comprare tutto, pure piante per le quali si sa non avere spazio o luoghi idonei. Alla fine ci si tiene, e si acquistano 4 gerani, di deliziose sfumature di rosa e rosso, da posizionare al balcone della camera da letto, una pianta con fiori gialli (i fiori gialli per me sono il top) da mettere sull'altro balcone, vicino alle sorelle Prezzemolo-Rosmarino e una pianta a fiorellini rossi e bianchi che vivra' dentro, esattamente sul tavolinetto di fronte al divano, che mentre sto scrivendo, giro il collo, continuando a scrivere perche' io so scrivere a tastiera cieca, modestamente, e la guardo e le lancio raccomandazioni varie, di essere brava, resistente e non farmi brutti scherzi.
Ma in realta' c'e' stato un altro momento topico del we, il venerdi' sera con un'ospite  a cena, la prima che non sia persona di famiglia da quando sono qui a Foggia, che io mi sono preparata a questo evento con tanto impegno che nenche per la Regina Elisabetta ne avrei avuto, ma alla fine la casa era pulita e abbastanza ordinata, la cena cotta a puntino, ed ero, spero, riuscita a non far perdurare in casa un eccesso di odore di cucinato, che odio, anche se poi e' un odio sciocco, se si invita qualcuno a cena e' per farlo mangiare, quindi si cucina e si producono odori di arrosto e amatriciana....allora che male c'e'?
Il finale del we, domenica sera, e' stato altrettanto carino anche se e' rimasto incompiuto, con C. ci stiamo rivedendo i vecchi Maigret con Gino Cervi e quell'adorabile donna che era Andreina Pagnani, solo che quello di ieri era episodio da tre puntate, alle 1.45 ancora non finiva, io ho mollato e sono andata a letto, con C. che mi diceva "Dai, manca solo un quarto d'ora!". Stamattina, alla mia domanda "Allora, chi era l'assassino?",  mi risponde con uno strano "Non ricordo"; poche domande indagatorie e scopro che si e' addormentato sul finale, per cui il caro Maigret e le sue birre ci dovra' perdonare, recupereremo comunque quei 15 minuti finali preziosissimi.
postato da: aleike alle ore 10:42 | link | commenti (18)
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giovedì, 10 aprile 2008

Post condiviso con altri blogger

Sul blog LA FINESTRA SUL CORTILE ho trovato questo post, scritto dal Conte Nebbia, condiviso con una firma da altri blogger. Lo riporto qui, con molto piacere, sperando che anche un solo indeciso possa trovarvi alcuni spunti positivi e stimolanti; penso soprattutto a chi non vuole andare a votare, a chi dice che "sono tutti uguali", non solo non lo sono, ma rinunciare ad  questo meraviglioso strumento che e' il voto, e che e' stato ripristinato in Italia con il sangue e il dolore di tante persone, dopo 20 anni di silenzio, e' un atto di resa. Voto da 30 anni, e ogni volta li', nella mia urna, con quella matitina in mano, sento l'emozione, la gratitudine e anche un po' l'onore del mio primo voto a 18 anni.

Post del Conte Nebbia:
La generazione che ha vissuto la propria prima giovinezza negli anni Ottanta, sotto il segno di Craxi - ascendente Goldrake - ha visto lo sfacelo di una classe politica senescente e vetusta, apparentemente spazzata via dal pool di Mani Pulite. Ancora ricorda le monetine lanciate su Craxi ed il filo di bava che pendeva dalla bocca tremante di Forlani durante gli interrogatori. Svezzata con tali orrori, era quasi naturale che sconfinasse nel più ovvio qualunquismo. Fortunamente, ma solo per il fatto di aver fatto rinascere in molti un attaccamento alla Cosa Pubblica sempre più vilipesa, è sceso in campo il Piazzista della Libertà che, volenti o nolenti, ha forgiato la Nuova Italia [come dimostrava Nanni Moretti ne Il caimano].

La classe operaia, sempre più disperatamente ancorata all'aspirazione verso uno status "borghese", va a braccetto con le siure impellicciate che distribuiscono tartine canticchiando "Silvio, Santo Subito…". I giovani sono attratti dai manganelli della Destra più reazionaria e dalle pistole ad acqua che Bossi cerca di svendere dal suo gerontocomio. Ora, amici, ci troviamo ad un bivio: qui non è più questione di "destra" e "sinistra". E' divenuto fondamentale impedire che l'anomalia Berlusconi governi nuovamente l'Italia, tenendo sotto il giogo Fini e imboccando Bossi all'ora del brodino. E' il Piazzista delle Libertà che ci ha portati non più a votare per un ideale, ma solo a scagliarci l'un contro l'altro armati. Tolta questa piaga dal Paese, forse, rimboccandoci TUTTI le maniche, potremo vedere di far qualcosa per questa Italia, sempre più simile all'Argentina. Giusto con qualche Reality Show in più. Per queste ragioni, e per altro ancora, il mio Blog non vota per Berlusconi.


Conte Nebbia

Alcuni altri Firmatari [con mille scuse a chi non è citato]:
rearwindow06, Aivlis77, aleike, Alice64, Amalteo, Angi69, Antigone26, argeniogiuliana, Bellatrix74, Catpoet, Chiccama, Chirieleison, coaloalab, compagnidiviaggio, copperhead, Damiani, Darix73, deha, DreamLady, EdoEleStorieAppese, FamChinaski,
fenicesulmare, Giuba47, heyhonan, HistoriaVbc, ilcanedisatana, ilmurodipeppe, Isa71, losteyeways, LucFaccenda, Macca, madworlds, MagoSilvan, Mauro Piadi, meryem, molengai, muroalieno, Nuriape, palmarola, PaulTemplar, pears, PF1, piccolaJo, Raindog78, Senzabussare, SimonaCWords, Siriablog, Smillapiffi, Sophie71, snakeandladders, stevemcqueen, tuile, vadoinbici, Watkin

Pubblicate questo "manifesto" nel vostro blog, allo scopo di dargli la massima diffusione possibile. Grazie molte. 
postato da: aleike alle ore 10:50 | link | commenti (10)
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domenica, 06 aprile 2008

La zia e il sabato.

gerbereIo ho una zia alla quale voglio molto bene, ha 89 anni ma e' lucida, arguta e a volte caustica, e' la sorella di mia madre, e' sempre stata una zia alla quale sono stata legata, ma da dopo che mamma mori', il legame aumento'. E' stata poco bene mesi fa, e si e' ripresa alla grande, parlare con lei al telefono per me e' una piccola gioia e il bello e' che so che lo e' pure per lei. Mi chiede la ricetta dell'amatriciana, che sa fare benissimo ma  sente di aver bisogno di un piccolo ripasso, e io le chiedo consigli sui carciofi. Segue tutti i programmi politici e fa botta e risposta con il televisore, se ospite in studio e' Berlusconi o qualcuno di quelle parti li'. Sta sveglia fino a tardi, legge molto, e quando inizio' CAOS CALMO, mi prego' di leggerlo anche io cosi' "lo leggiamo insieme", ci sentivamo al telefono e facevamo a gara a chi era piu' avanti. Vede sempre il Festival di Sanremo e da' giudizi trancianti a destra e sinistra. Quando un periodo l'andavo a trovare, facevo caso al fatto che non si lasciava mai andare ad un eccesso di trascuratezza, anche se era in casa, e ho sempre pensato che dovevo prendere esempio. Quando ero piccola, se dovevo rimanere a casa sola per qualche motivo, avevo paura, e allora le telefonavo e stare a chiacchierare mi calmava. Tento' invano di insegnarmi a ricamare, in compenso, da adolescente, mi disse come farmi le sopracciglie  con la pinzetta. La sua canzone e' LUCI A SAN SIRO di Roberto Vecchioni. Finche' ci sara' so che la vita sara' migliore.
Sabato parlare con lei ha reso piu' carina la giornata, insieme ad un giro al mercato per comprare i pomodori,gli odori e il basilico per fare il sugo, insieme ad una bottiglia di Montepulciano D'Abruzzo che ci siamo aperti con C. a cena, insieme alla solita lettura soft di Vanity Fair, insieme al trionfale depistaggio fatto per strada per evitare un signore molto noioso (mi sono sentita come un investigatore privato che si imbuca nel primo negozio che gli capita a tiro, ho fissato a lungo un pagliaccetto rosa da bimba),e insieme al concetto chiarissimo che avere anche solo 4 piantine piccoline nel balcone, in certe giornate di sole e di primavera, rendono il balcone stesso una reggia.
postato da: aleike alle ore 19:17 | link | commenti (29)
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giovedì, 03 aprile 2008

Immarcescibili Intoccabili.

Ho finito da poco di rivedere per l'ennesima volta il film GLI INTOCCABILI, di Brian De Palma, la storia degli uomini che riuscirono ad incastrare e arrestare Al Capone, seppur solo per frode fiscale. Ogni volta vengo rapita dalla maestria del regista, cado nei tranelli di scene che gia' conosco, mi esalto quando le indagini prendono una strada positiva, mi accoro per i morti che vengono purtroppo sacrificati, mi si allarga il respiro quanto e come si allarga la musica di Morricone, sorrido un secondo prima dello svolgersi di una scena particolarmente gratificante per chi tifa per i "buoni" e ad ogni secondo della scena della carrozzina, nella stazione di Chicago, provo un godimento fisico.
Tutti abbiamo film che riusciamo a rivedere periodicamente, che non ci stancano mai, che cerchiamo fra le vecchie vhs, che acquistiamo quando escono in dvd, e che quando occhieggiano allegramente nei programmi televisivi, invece di farci dire "Non e' possibile, l'hanno gia' fatto 10 volte!", ci fanno tirare un sospiro di sollievo, si', il buon andamento della serata e' sicuro.
Io ne ho tantissimi, mi vengono in mente I SOLITI IGNOTI, oppure IL SORPASSO. Un qualsiasi Woody Allen, L'ERBA DEL VICINO E' SEMPRE PIU' VERDE, i film di Antonio Pietrangeli e HARRY TI PRESENTO SALLY, e tanti altri.
Che non sono necessariamente i film piu' belli che abbia mai visto, ma quelli che amo piu' rivedere, che e' un'altra cosa, film di pancia, di cuore, di sorrisi, pianti e ricordi.
Quali sono  i film che rivedete piu' volentieri e senza stancarvi mai?gli int.
postato da: aleike alle ore 23:27 | link | commenti (31)
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