Quando ero alle superiori, negli anni '70, ci fu una mania collettiva e contagiosa per la chitarra. Molte mie compagne andavano a lezione, altre no ma suonavano ad orecchio, non c'era riunione pomeridiana che non finiva con un coro, tutte intorno alla suonatrice o suonatore di turno, a cantare sempre il solito repertorio. Ricordo una mia amica che sapeva suonare, sapendone tutto il verbosissimo testo, "An horse with no name" degli America, e ci faceva un po' invidia a tutti. Poi c'erano gli immancabili Inti Illimani, e la splendida "Bocca di Rosa", Cat Stevens, e tanto altro. Io mi arrangiava, non ero stata mai a lezione ma mi avevano passato gli appunti, con qualche giro di do e qualche altra rara nota, mi ero fatta il mio book di canzonette, diciamo che mi riusciva meglio cantare, avevo ottima memoria per le parole delle canzoni. Ricordo che durante la preparazione agli esami di maturita' si studiava in gruppo, alcune mie compagne di scuola erano bravissime e si concentravano sulle versioni di latino, e invece, nel contempo, io ed un'altra ragazzetta gridavamo, soffuse di un profondo pathos, "EL PUEBLO UNITO", credendo di salvare i popoli di tutta la terra da qualsiasi dittatura. C. da giovane suono' piu' a lungo e meglio, e in maniera piu' approfondita. Aveva messo su un gruppo che si chiamava "Sunset Boulevard", per omaggiare il film "Viale del Tramonto". Poi la storia della vita ci distacca dalle nostre passioni e la chitarra si impolvera.Sabato verso sera, dopo 10 anni di totale inattivita' , l'ha ripresa in mano, ha cambiato una corda e l'ha accordata. Dopo di che....vai con Battisti, "Yellow Submarine", "Cinque minuti e poi". Io, come un tempo, ho cantato con molto trasporto e devo dire che, ad oggi, il nostro cavallo di battaglia e' "Malafemmena". Si', ci e' venuta proprio benino, e credo che questo duo fara' strada...