venerdì, 30 maggio 2008

Catena di libri, ovvero:Ten favourite book that I read last year

Questa gentil catena, in realta' piacevolissima da fare, mi e' stata passata da libritudine.blogspot.com/
in arte Gonza, la mia vicina di fermata di metro romana!
Devo dire 10 libri che ho letto volentieri lo scorso anno, 2007, ed enunciarli senza un ordine preciso. Puo' essere che quest'ultima clausola non si obbligatoria ma mi piace e la inserisco.

CHARLOTTE BRONTE: "Jane Eyre"
, un drammone modernissimo, linguaggio rindondante e tempestoso inserito in un personaggio dalle sfumature attuali.
ALICE MUNRO: "In fuga", leggiadro ma profondo, un modo di raccontare la vita affascinante
SUE KAUFMAN, "Diario di una casalinga disperata", scritto e ambientato negli anni '60, eppure in questa donna fragile e scontenta ci si riconosce e la si riconosce in altre donne
ROSSANA CAMPO, "Piu' forte di me", una storia di disperazione e vita, di debolezze, dipendenze, ma anche di voglia di uscirne, perche' la vita e' faticosa, ma abbandonarla lo e' ancora di piu'
KHALED HOSSEINI, "Mille splendidi soli",la sua scrittura mi rapisce, i suoi personaggi, in questo caso femminili, sono splendidamente pennellati, un dubbio sul finale ma comunque bello
PHILIP ROTH, "Lamento di Portnoy", e' stato il mio primo Roth, mi sono trovata spessissimo a ridere da sola, in questa fiumana di parole perfette
MELANIA G.MAZZUCCO, "Un giorno perfetto", anche questo libro mi ha risucchiata, personaggi vividi come fossero veri, prosa scorrevole e non superficiale.
DIEGO DE SILVA, "Non avevo capito niente", ironia disincantata in quasi ogni riga, spirito brillante e sarcasmo buttato li' con nochalanche, da Ikea a Gilbert O' Sullivan.
ANDREA CAMILLERI, "La pista di sabbia", che dire che non sia stato gia' detto su di lui? Descrive certe realta' in maniera irraggiungibile, ti fa amare i suoi personaggi come fossero dei componenti della propria famiglia, e ha un senso dell'umorismo strepitoso
ELSA FERRANTE, "La figlia oscura", un po' dolente, un po' misterioso come la sua autrice, molto avvincente, lascia un senso di straniamento positivo.
Passo la catena, se la vogliono fare altrimenti non mi offendo, a Tzugumi  e a  Pennylane .
postato da: aleike alle ore 16:30 | link | commenti (23)
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lunedì, 26 maggio 2008

Silvia, rimembri ancora

sabato del v.E' un po' un luogo comune che con la maturita' si apprezzino meglio certe cose che in una gioventu' piu' o meno ribelle abbiamo contestato o, nel migliore dei casi, guardato con indifferenza. Pero' e' vero. Sabato siamo andati a fare una gita nelle Marche e abbiamo visitato la Casa di Leopardi. Mi ha emozionato tantissimo vedere una sorta di concretizzazione terrena di un personaggio che da me e' stato vissuto sempre in maniera poco carnale, un produttore di opere d'arte, di poesie, il creatore di una certa poetica, ma non un uomo in carne ed ossa, con oggetti e luoghi fisici. C'era questa stanza dove lui studiava, da solo perche' il suo precettore a 12 anni abbandono' il campo, dicendo che non c'era null'altro che gli potesse insegnare, con i tavoli dove si appoggiava e le coperte con le quali si copriva dal freddo umido del palazzo, e tutto cio' era bellissimo  da associare alla soavita' delle sue poesie. Ho acquistato un libricino con alcune di esse e rileggendo A SILVIA, ho notato con gioia di  ricordarmela molto bene, e di ricordare proprio l'espressione incantata e coinvolta della mia professoressa che ce la leggeva, evidentemente qualcosa ho assorbito ed e' rimasto nel tempo. Il giro e'  proseguito per il promontorio del Conero, con scorci di panorama assai piacevoli, e un pranzo su di una terrazza a picco sul mare,  e gli spaghetti con le vongole sono notevolmente piu' buoni con cotanta vista davanti. Poi Santuario di Loreto, dove ho visto una statua di Cristo in legno che si rifa' all'immagine della Sindone, e che ho sfiorato con una mano,sentendo un brivido di pace in cambio. Abbiamo poi dormito in Abruzzo e siamo tornati a casa domenica sera, dove sono stata accolta da piante sofferenti che non avevano retto al caldo, dal Foggia che non si era qualificato per i play off e dai  due premi agli italiani a Cannes, un mix di brutte e belle notizie. GOMORRA  mi e' piaciuto talmente che mi ha fatto ripetere per l'ennesima volta "Meno male che esiste il cinema". Qui hanno aperto una multisala, fra pochi giorni Indiana Jones sara' mio.
postato da: aleike alle ore 09:53 | link | commenti (19)
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domenica, 18 maggio 2008

Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi...

Quando ero alle superiori, negli anni '70, ci fu una mania collettiva e contagiosa per la chitarra. Molte mie compagne andavano a lezione, altre no ma suonavano ad orecchio, non c'era riunione pomeridiana che non finiva con un coro, tutte intorno alla suonatrice o suonatore di turno, a cantare sempre il solito repertorio. Ricordo una mia amica che sapeva suonare, sapendone tutto il verbosissimo testo, "An horse with no name" degli America, e ci faceva un po' invidia a tutti. Poi c'erano gli immancabili Inti Illimani, e la splendida "Bocca di Rosa", Cat Stevens, e tanto altro. Io mi arrangiava, non ero stata mai a lezione ma mi avevano passato gli appunti, con qualche giro di do e qualche altra rara nota, mi ero fatta il mio book di canzonette, diciamo che mi riusciva meglio cantare, avevo ottima memoria per le parole delle canzoni. Ricordo che durante  la preparazione agli esami di maturita' si studiava in gruppo, alcune mie compagne di scuola erano  bravissime e  si concentravano sulle versioni di latino, e invece, nel contempo, io ed un'altra ragazzetta  gridavamo, soffuse di un profondo pathos, "EL PUEBLO UNITO", credendo di salvare i popoli di tutta la terra da qualsiasi dittatura. C. da giovane suono' piu' a lungo e meglio, e in maniera piu' approfondita. Aveva messo su un gruppo che si chiamava "Sunset Boulevard", per omaggiare il film "Viale del Tramonto". Poi la storia della vita ci distacca dalle nostre passioni e la chitarra si impolvera.Sabato verso sera, dopo 10 anni di totale inattivita' , l'ha ripresa in mano, ha cambiato una corda e l'ha accordata. Dopo di che....vai con Battisti, "Yellow Submarine", "Cinque minuti e poi". Io, come un tempo, ho cantato con molto trasporto e devo dire che, ad oggi, il nostro cavallo di battaglia e' "Malafemmena". Si', ci e' venuta proprio benino, e credo che questo duo fara' strada...
postato da: aleike alle ore 13:44 | link | commenti (19)
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mercoledì, 14 maggio 2008

Si chiude una porta, si apre una pizzeria

Che da una cosa negativa ne possa nascere una positiva si sa.  Martedi'  viaggio lampo a Roma, per visita medica, treno con piu' di un'ora di ritardo, arrivo sfatta, metropolitana, consapevolezza che di fare la spesa non se ne parla visto che il supermercato ha chiuso, pioviggina, arrivo davanti al portone di casa, desiderosa solo di entrarvi, e, opla', mi accorgo che ho lasciato le chiavi a ben 400 km di distanza. Al loro posto ho preso quelle della casa al mare, e il motivo dello scambio e' che hanno entrambi portachiavi di gomma, due pupazzetti diversi, e prima di metterle in borsa non ho verificato che fosse quello giusto, ho solo sentito al tatto che fosse gomma, e le ho scaraventate in borsa. Forse e' il caso che inizi ad usare portachiavi piu' consoni alla mia eta'. Bene, non ci si perda d'animo, mollo valigia e ombrello a terra, caccio fuori il cellulare e chiamo mia cugina, che ha il doppione. Dopo poco e' sotto casa mia, con le mie chiave e la proposta di andare a mangiare fuori. Si risolvono cosi' in un batter d'occhio i problemi di entrare nella dimora, quello della cena e si aggiunge la piacevole compagnia, ed un locale carino e con una proprietaria simpatica. Tutto cio' porta fortuna, il giorno dopo la visita medica va alla grande, il treno al ritorno ha solo 20 minuti di ritardo, e non piove come previsto.
postato da: aleike alle ore 23:02 | link | commenti (19)
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lunedì, 05 maggio 2008

Le rose che colsi

Il fatto di entusiasmarsi per cose piccole, carine ma in fondo comuni, ha grossi vantaggi. Abbiamo trascorso il fine settimana nella casa del mare, ed essendo maggio il roseto dava il meglio di se'. C. mi ha colto 5 rose bellissime, tre gialline pallide e 2 rosse. Sono state messe in un originalissimo e bel vaso nero,che contrastava con il colore dei fiori, ed era uno spettacolo, sono state le protagoniste del fine settimana, annusavo il loro profumo, le salutavo, le spostavo dal mobiletto dell'ingresso al tavolo da pranzo, e mi sentivo la protagonista di uno di quei film inglese, ambientati ai tempi di Jane Austen, dove ci sono quei giardini immensi, curatissimi e con tante varieta' di fiori e pianti. Provare tutto cio' per 5 rose e' una bella fortuna, di cui  mi rendo conto. La televisione nella casa del mare non funzionava, abbiamo pranzato, cenato e passato altre piacevoli ore con i dvd della famiglia Maigret, che continuiamo a vedere forsennatamente appena si puo', ho fatto qualche foto con la mia ridicola e desueta macchinetta usa e getta, e proseguito la lettura di Cassola, che devo dire mi rapisce come quando ero ragazzina. Ho comprato gli ennesimi post it con forme bizzarre, questa volta sono rosa rosa che piu' rosa non si puo' e a forma di cuore, una roba meravigliosa, come si faceva quando i post it erano solo gialli e quadrati e funzionali?Niente e' piu' utile di cio' che provoca buon umore. E,come disse una delle protagoniste di "HANNAH E LE SUE SORELLE", di Woody Allen, ora vediamo cosa ci portano i prossimi mesi.
postato da: aleike alle ore 10:27 | link | commenti (23)
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