Ieri ho visto un film che non mi e' piaciuto molto."Lezioni di volo", Francesca Archibugi. Ma non e' questo il punto. Il punto e' che nelle giornate vorticose e affannate, con il lavoro, il traffico, il parcheggio, le lavatrici a casa che aspettano di essere caricate, il sonno che reclama i suoi diritti, la spesa da fare, i letti da rifare,qualcosa da ingurgitare al volo per cena, insomma, nel mezzo di tanti impicci da fare per dovere, all'improvviso e' bello decidere di rubare due ore per vivere una cosa bella che riguarda solo me. Andare al cinema e' sempre un'iniezione di felicita', un momento terapeutico eccezionale, a prescindere da come va il film; adoro fare il biglietto, quel momento di finta complicita' con la cassiera che mi porge il foglietto magico, con il quale posso entrare e..opla', tutte le poltrone che mi aspettano. Se il biglietto non e' numerato, c'e' quella deliziosa scelta su quale posto occupare, mi guardo un po' in giro, vedo i volti degli altri colleghi di cinema, noto quella ragazza li' che sta sola, come me che amo andare al cinema sola (abitudine sempre piu' in voga da quel che vedo nelle sale cinematografiche).Poi un po' di pubblicita', il buio e...il miracolo si ripete. Quando esco, il mio stato di salute migliora minimo per 24 ore! Se poi il film e' bello arriviamo a 48...
