Il primo ricordo riguarda genericamente le favole, tante favole bruciate in fretta per lenire la noia di una malattia lunga a letto o di un pomeriggio nel quale non si trova un senso. Poi ho il ricordo folgorante del primo vero romanzo letto da sola. Robinson Crusoe. Immagino che inizialmente lo avro' snobbato, ero precocemente tarata per le letture al femminile, e se non era "Piccole Donne", era "Pollyanna". Poi devo aver ceduto, forse in casa non c'era altro di adatto a una bambina e lo presi. Ricordo come se fosse ora lo sbalzo del tempo, dalla lettura della prima riga a circa un'ora dopo, e tante pagine dopo. Quello che la lettura dovrebbe essere sempre, fu da me vissuto per la prima volta: uno scomparire totalmente dalla realta', per vivere quella del naufrago e della sua isola; la verita' che mi circondava, il letto, il tappeto verde, la scrivania, non esistevano piu'. La storia che leggevo mi aveva rapita al punto da lasciarmi stordita, incapace di capire che ero io e che stavo li'. Poi con gli anni questa magia non e' stata piu' uguale, impossibile viverla allo stesso modo di quando si e' piccoli, ma e' rimasto qualcosa di simile e altrettanto bello, una sorta di salva vita sempre a disposizione.