Vedere questo film per la prima volta solo ora e' cosa abbastanza indegna. Ma a volte capita di avere buchi e lacune e questa e' stata colmata oggi, in un pomeriggio di pioggia un po' stupida.
Non ho trovato il film datato, certi temi sono eternamente attuali, purtroppo. L'avvocato di forte impegno civile (Gregory Peck), che difende un uomo di colore ingiustamente accusato di violenza carnale,e che cerca di trasmettere ai figli i propri valori oltre che con la parola anche con gli esempi, e' una figura di cui purtroppo c'e' bisogno a maggior ragione oggi. Ma la cosa che mi e' piaciuta di piu' e' stata una regia curata, forte, emotiva pur se controllata, certi primi piani intensi che urlavano, la fotografia di un bianco e nero suggestivissimo, la spettacolare bravura dei due figli di Gregory Peck, due bambini di una espressivita' rara, senza una mossetta, una faccetta, una sdolcinatura, solo sguardi rapidi e acuti, mezzi sorrisi ironici e intensi, quasi adulti ma senza scimmiottare mai gli adulti. Ritratto di una realta' che solo in parte appartiene agli anni ' 30, epoca in cui e' ambientato il film. Da vedere o da rivedere.