E' che lui e' sempre stato un salvavita per me, una di quelle persone che basta sbattere un suo film nel videoregistratore e parte delle paturnie passano,si alleviano, si alleggeriscono perche' si uniscono alla meravigliosa leggerezza che esce da molte delle sue storie. I bellissimi interni delle case che usa per i suoi personaggi,diventano sempre un po' casa mia, le battute e i modi di porle sono cosi' familiari che danno sicurezza e fanno ridere alla centesima visione. E se si vede un film piu' cupo e amaro, se ne esce piu' intelligenti. E se si vede una commedia brillante, ci si illumina un pochino per la luce che emana. Non c'e' frammento delle sue colonne sonore che non ho amato risentire poi per cercare pateticamente di ricreare in casa mia l'atmosfera "New York, intellettuali,nevrotici e che parlano tutti contemporaneamente l'uno sull'altro".
Quando sono molto giu', rivedo "Hannah e le sue sorelle" e ne ricavo speranza e allegria magica. La mia partigianeria verso Woody Allen ha fatto si' che in un periodo lo trovavo pure assurdamente bello, si, bello, la bellezza che solo certi brutti sanno avere.E poi da come bacio' la giovanissima Hemingway in "Manhattan", sulla carrozzella che attraversa Central Park, decisi che era un gran baciatore, e la promessa l'ha mantenuta nel bacio che da' in "Mariti e Mogli" a Juliette Lewis.Si', il vecchio e caro Woody sa baciare, sa pensare, sa capire tante cose del mondo e,anche se non mi conosce, capisce tante cose di me.