84 Charing Cross Road e' sia un libro che un film. Avevo letto e visto entrambi anni fa, e ho da pochissimo rivisto il film. Sono tutti e due belli, poetici, delicati, emozionanti. Virtuale ante litteram, visto che tutta la storia e' incentrata sui profondi sentimenti che nascono fra due persone distanti fra loro, una in America, l'altra in Inghilterra e che, nonostante le buone intenzioni, non riusciranno ad incontrarsi. Ma e' meglio cosi', la profondita' dell'essere ognuno nella vita dell'altro e' ancora piu' magica se si pensa che i due protagonisti, come tanto spesso succede on line al giorno d'oggi, non si sono mai visti dal vero, mai toccati, ma guardati negli occhi. Ma certi occhi possono essere mille volte piu' importanti, piu' densi e intensi di quelli reali, e la scrittrice povera americana e il compassato libraio londinese si conoscono attraverso quelle righe che sorvolano il mondo, piu' di quanto a volte conosciamo chi ci vive vicino. Tutto nasce da una semplice lettera che lei (nel film una smagliante Anne Bancroft) scrive ad un librario (grande Antony Hopkins, sempre nel film) specializzato in libri antichi, per poterne acquistare alcuni. Di qui parte una fitta corrispondenza, che partendo dal comune amore per i libri, si dipana attraverso gli anni a venire, il dopo guerra, l'avvento della contestazione giovanile, i Beatles, l'incoronazione della Regina Elisabetta. Credo che sia uno di quei rari casi in cui il film non delude il libro. Se qualcuno ha un buchino ancora in valigia, consiglio di metterci questo volumetto esile esile ma delizioso, autrice Helene Hanff.
