Non lo scopro certo io il potere evocativo delle canzoni, solo che mi sorprende sempre. Poche cose fanno effetto "macchina del tempo immediata" come poche note, o due righe di testo, proprio quelle due righe li'.
1967 - "La Follia" - I RIBELLI- Io avevo 7 anni e quel 45 giri fu il primo che acquistai con i miei soldi, faticosamente risparmiati dentro un borsellino. Lo detti a mia madre che usciva a fare la spesa, e che me lo compro' da Upim. Torno', il disco in mano e il borsellino semi vuoto, cosa che mi stupi' non poco. Misi la canzone a tutto volume, presa da un'eccitazione febbrile, saltando sui materassi rivoltati per prendere aria.
Oppure "Bridge over trouble water" - SIMON AND GARFUNKEL, ascoltata per la prima volta da adolescente, con quell'arrogante e assurda sensazione che fosse stata scritta per me, perche' capiva esattamente cosa avrei voluto scrivere io se fossi stata capace di scrivere una canzone.
"Just like a Woman" -BOB DYLAN, che mi faceva diventare grande un po' di piu' ad ogni ascolto, mentre leggevo la sua biografia, sottolineavo alcune righe con la matita, e scrivevo i commenti affianco e, mannaggia, non ci sono piu' riuscita a farlo, ora sono troppo repressa dai non si fa, non si scrive sui libri, ma penso che poi ,a rileggerli anni dopo, sia fantastico.
Per esempio, ora che ho finito STUPORI E TREMORI della Nothomb, sarebbe carino scriverci su qualcosa, magari a matita, ma ho il super io che me lo vieta.
Elvis Costello canta SHE, come per Over the rainbow faccio finta che qualcuno me la dedichi, e mi preparo per godere un po’ di sabato pomeriggio.
