La cosa che mi ha sempre ucciso nella vita, che mi ha rovinato attimi preziosi, il mio peggior difetto da quando sono nata ad oggi mentre scrivo, e' l'ansia, di quel tipo specifico di ansia anticipatoria, quella che manda a monte qualsiasi bel progetto perche' "Ma chissa' se trovo parcheggio? E se lo trovo solo dopo 20 minuti?E se piove? E se nel frattempo mi viene la tachicardia?E se mi viene il mal di testa?O la febbre?Se non riesco a parlare, a spiegarmi con le persone con cui dovro' parlare?Se sbaglio strada?". Una sequela di "se", uno piu' stupido e irrazionale dell'altro, che nessuno esercizio di rilassamento riesce a mettere a tacere, nessun ragionamento riesce a cacciare. Invocare "ogni giorno ha la sua pena" con me e' vano, sono parole a cui crede il mio cervello, ma purtroppo non scendono a livello stomaco-viscere. Non si puo' pensare a: "che bello, a dicembre viene Natale", perche' poi si aggiunge subito:"e se insieme viene un'influenza che mi blocca a letto proprio quei giorni?" Il "che bello, torno qualche giorno a Roma!", viene immancabilmente seguito da" e se trovo in cassetta qualche mega multa che negli anni e' diventata di 2 mila euro?". E qui la fantasia galoppa, perche' se non mettiamo limiti e paletti, possiamo pensare a qualsiasi catastrofe, fra le quali il famoso meteorite che si abbatte in casa in fondo e' il male minore. Un momento di pace e di allegria, per me che sono la Regina della Felicita' nelle Piccole Cose, puo' suicidarsi in un E SE MI MUORE QUALCUNO? E questo da sempre, da quando avevo 15 anni, quindi neanche a sperare che la vita insegni qualcosa, no, a me ha insegnato che riesco solo a peggiorare. O meglio,razionalmente ho capito la vacuita' scema del tutto, il fatto che spreco anni di energie positive ad aspettare disgrazie che non arrivano, per poi trovarmi comunque cose negative all'improvviso, e che quindi e' inutile totalmente cercare di governare gli eventi, meglio aspettarli pensando ad altro, possibilmente a cose belle. Ma,come ho detto prima, tutto cio' rimane nella mia sfera cranica, ma al cuore e alla pancia non arriva. Chissa' se negli anni che mi aspettano la vita riuscira' a sorprendermi e a farmi dominare un po' questo semi tragico aspetto del mio vivere quotidiano?