Quando sono particolarmente affannata e di corsa, la mia abituale tendenza al parlar da sola,aumenta vorticosamente: non solo parlo da sola, a voce alta, o rivolgendomi agli oggetti con i quali vengo man mano in contatto, ma posso anche parlare cantando, facendo parodie di canzoni che adatto alla situazione che vivo al momento. Spesso questo avviene mentre mi accingo a svolgere le faccende domestiche. Non sono nata casalinga, a casa davo una mano a mia madre, ma una mano sola, non due, e poi, quando sono andata a vivere da sola, lavoravo, e le cose di casa le facevo,si', ma nei ritagli di tempo, sapendo che dovevo contentare solo me, e come mi pareva a me, e quando pareva a me. Ora, pur senza subire alcuna pressione, mi sento un po' piu' responsabile dell'andamento generale della casa, e voglio fare le cose al meglio, ma non voglio neanche avvilirmi li', con un metaforico fazzoletto in testa, a pensare solo al mocio e al sugo, e allora il tempo si deve triplicare, faccio le cose saltellando tra l'ascolto della radio, allo smistamento della posta, al blog mio, ai blog degli altri, poi trilla il conta minuti, e allora mi ricordo e corro a controllare la verdura, peso la pasta, giro le polpette, agguanto la pezzetta, pulisco, torno al pc, una pulitina al bagno, e tutto cio' facendo una sorta di radiocronaca schizzata di cio' che sto facendo, infilandoci anche alcune perle di umorismo che fanno ridere solo me, e non credo solo perche' non ci siano altri uditori al momento...
Un "Ma sei bravissima!" detta al finocchietto, erba selvatica foggiana che si sta rivelando inaspettatamente rapida nella cottura, e' stato appena trillato in cucina. "Ti dispiace se ti sposto un po', Clementina?" e' stato invece chiesto alla piantina, che mi doveva fare spazio sul tavolo. Le penne, mentre venivano pesate, sono state addirittura omaggiate di una canzone, non diro' quale per un rimasuglio di pudore. Ma dite la verita', chi non parla mai da solo?Alla fine secondo me,sono solo i matti che stanno sempre zitti.