La foto ho scordata di farla, mannaggia. Perche' l'immagine della fiera, che fa gia' straordinariamente Natale,con tutte le bancarelle, le luci, la folla che si accalcava, l'avrei conservata volentieri, che quanto odio i mercati orto frutticoli, quanto amo i mercatini con tutte le cose sparse e varie, dai piatti e le tazze, alle cose per la cucina, ai pigiami, ai dimostratori che con voce tonante fanno vedere come tagliano le patate quei taglia verdure che hanno loro, che per un momento quasi pensi a come hai fatto a vivere fino a quel momento senza possederne uno. E un'infinita' di stand con cosine varie di Pucca, che ormai ha soppiantato Winni Pooh nel mio cuore, e vendita di cd originali che per dimostrartelo, non trovavano di meglio che far risuonare nell'aria Pupo o Nino D'Angelo, decorazioni natalizie e lucine. Quadri con le cornicione d'oro e il dipinto con il mare in tempesta e il veliero, eppure c'e' chi li compra, e quadri piu' carini,felpe bruttine, calzini belli, "pentole a tre euro donne", e il venditore di zucchero filato che non mangiavo da una vita e che ho visto bene di divorare e con il quale mi sono impiastrata le mani in maniera indegna. Il freddo si era fatto pungente, si camminava bene urtandosi un pochino, erano urti che non davano noia, si era quasi amici della gente, l'atmosfera era amichevole. E l'acquisto di 2 paia di calzini di soggetto natalizio piu' due paia di calzini fatti a mano di quelli da casa per tenere il piede molto molto caldo ha suggellato alla perfezione il pomeriggio alla mia prima fiera di Santa Caterina, nome di per se' molto bello e saggio, che ricorda la splendida canzone di De Gregori che sentirla una volta di piu' non fa mai male, perche' ci ricorda che
LA VITA CATERINA LO SAI NON E' COMODA PER NESSUNO QUANDO VUOI GUSTARE FINO IN FONDO TUTTO IL SUO PROFUMO, e che quindi per essere felici devi rischiare tanto. Ma si sa, il Principe la sa lunga su certe cose.