Ho sempre avuto un senso dell'orientamento scarsissimo. So che molti lo dicono ma poi verifico sempre che non e' vero, o e' vero solo in parte, dirlo a volte e' un vezzo, o comunque, anche dicendolo in buona fede, non si ha idea di cosa significhi veramente avere il vuoto mentale di quale sara' la strada da percorrere. Io a Roma vivevo nello stesso quartiere da sempre, ho cambiato zona quando sono andata a vivere da sola e sempre vicinissimo alla casa dei miei genitori ma, non so come dire: se, molto concentrata in pensieri miei, entravo in un negozio e poi ne uscivo, dovevo sempre sforzarmi per capire se proseguire verso destra o sinistra. Roma e' immensa, quando ho cominciato a girarla in macchina ho imparato 5 o 6 percorsi, e ogni qualvolta dovevo andare verso una meta diversa, allungavo di chilometri per fare in modo di passare per uno di quelle 5 o 6 tappe, mi dava sicurezza ed era piu' sicuro arrivare a destinazione. Ma poi bastava un senso unico che non ricordavo, una deviazione improvviso per lavori stradali, un errore mio per trovarmi, rossa in viso e con le palpitazioni a mille, a non capire piu' un piffero di dove stessi andando. Ci sono alcuni righe di UN TURISTA PER CASO, di Anne Tyler, che descrivono perfettamente la mia situazione, e' proprio la sorella del protagonista che in sostanza narra che loro di quella famiglia, hanno TUTTI lo stesso problema, non hanno senso dell'orientamento, e che quando cambiarono quartiere, lei andava dal droghiere e non sapeva tornare a casa. Come mi sentii capita, quasi amata! Per far capire come sono dovrei fotocopiare quella pagine e distribuirle. E ci sono alcuni posti dove so arrivare ma non so visualizzare prima nella mente il percorso, non so spiegarlo, e se avviene un minimo cambiamento e' la fine, mi sento come so fossi, che so, precipitata a Berlino. Qui nella nuova citta', peraltro molto piu' semplice e lineare di Roma, mi sono avventurata poco ma mercoledi' scorso l'ho fatto; io e la mia Isolina (la 500) siamo arrivate fino al centro commerciale. Ero molto emozionata e al ritorno trovavo tutti gli espedienti per rimandare il momento del tragitto all'incontrario, perche' le insidie si nascondono sempre li', al ritorno. Ma ce l'ho fatta, molto bene e molto speditamente, per sicurezza non ho acceso l'autoradio,sia mai mi distraessi per cantare qualche sciocca canzonetta, ma ho cantato a squarciagola e vale doppio.