giovedì, 24 aprile 2008

25 aprile

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"Non so dire, onestamente, cosa ne pensassi del film – era gia’ incredibile stare seduta in un cinema, bella comoda sulla poltroncina di cuoio fresco, con uno schermo grande davanti.…………………mi abbandonai alla magia dei colori e delle immagini. Ripensando a quei momenti, mi accorgo che una tale passione per Tarkovskij da parte di un pubblico che per lo piu’ non sapeva neanche scriverne il nome, e che in condizioni normali lo avrebbe nel migliore dei casi ignorato,  nasceva piu’ che altro da una profonda privazione sensoriale. ERAVAMO ASSETATI DI BELLEZZA, IN QUALUNQUE FORMA, ANCHE QUELLA DI UN FILM INCOMPRENSIBILE, ULTRAINTELLETTUALE E ASTRATTO, SENZA SOTTOTITOLI E SFIGURATO DALLA CENSURA. ERA GIA’ MERAVIGLIOSO ANCHE SOLO RITROVARSI IN UN PUBBLICO, PER LA PRIMA VOLTA DA ANNNI, SENZA PAURA NE’ RABBIA, IN MEZZO AD UNA FOLLA DI ESTRANEI CHE NON FOSSE LI’ PER UNA MANIFESTAZIONE, UN RADUNO DI PROTESTA, UNA CODA PER IL PANE O UNA PUBBLICA ESECUZIONE."

Queste parole sono tratte da “Leggere Lolita a Teheran”, di Azar Nafisi, e secondo me sono parole di una bellezza e verita’ enormi. Le dittature non ci tolgono solo il diritto di votare, di avere preferenza per un determinata ideologia politica, di avere un sindacato che tuteli chi lavora. La dittatura attenta al cervello delle persone, a quella parte di anima che ha bisogno di cultura, di bellezza, di arte sotto varie forme. Il dittatore dice cosa si deve leggere e cosa no, quali canzoni si possono sentire e quali devono essere purgate, quale film e’ consigliabile e qual e’ “disfattista”,o “antipatriottico” . La dittatura ammazza i pensieri che corrono liberi e leggeri come i treni nella notte di Truffaut, e li fa rintanare in un angolo silenzioso e buio, fa vincere la paura contro le meravigliose e potenti sensazioni che si provano quando si vede un film in uno schermo grande, quando si legge il proprio autore preferito, riaccogliendolo ogni volta con l’amore della prima volta, quando si contempla un quadro, con la squisita consapevolezza di stare per entrarci dentro, come nel le pozzanghere di Mary Poppins. La dittatura a Teheran proibiva di vivere la vita nel suo insieme, dal poter esprimere i propri bisogni culturali, al portare dei calzini rosa, perche’ pure scegliere il proprio colore e’ vita e liberta’. Anche la dittatura che abbiamo avuto a casa nostra, oltre ad impedire il pensiero politico che non fosse di regime, vietava l’esprimersi delle persone, impediva agli omosessuali di esistere, censurava le pellicole e le canzoni e gli spettacoli teatrali. Ma siccome la liberta’ alla lunga vince, gli autori di testi inventavano rime e strofe apparentemente innocue, e che volevano dire proprio le cose proibite, perche’ la mente non si piega mai troppo a lungo. Come Azar gode’ quel giorno il suo film incomprensibile, noi ci possiamo tuffare in un mare di libri, film, opere d’arte, parole e immagini e vita. Grazie anche a quelle persone che tanti anni fa hanno costruito, con fatica e coraggio, il giorno che sara’ domani: il 25 aprile.

postato da: aleike alle ore 11:45 | link | commenti (13)
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Commenti
#1   24 Aprile 2008 - 12:44
 
Peccato che troppo spesso si perda di vista l'importanza di giorni come questi, anteponendo a tutto la parola "ferie". Ma sono i ritmi sempre più frenetici a cui dobbiamo adattarci, che ce lo impongono. E forse anche questa è dittatura.
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#2   24 Aprile 2008 - 13:27
 
purtroppo però c'è ancora chi usando un gergo violento ( voler zittire l'avversario minacciando l'uso delle armi) vince le elezioni. ma in che Paese viviamo?
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#3   24 Aprile 2008 - 15:53
 
Io andro' in manifestazione a milano. Ricordare...in tempi come questi....e' fondamentale!
Ciao e buon weekend
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#4   24 Aprile 2008 - 16:16
 
Ciao cara, ti auguro buon 25 aprile, e terrò in considerazione il libro...
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#5   24 Aprile 2008 - 16:27
 
Certe volte mi domando cosa penserebbero di noi quei ragazzi che contribuirono con il loro coraggio e la forza della loro giovinezza a farci vivere in un paese democratico - ma si, per quanto si possa parlar male dell'Italia è un paese in cui è possibile vivere tranquilli e liberi, al contrario di tante altre realtà.
PS: La gerbera dici? io la tengo fuori, anche se in una zona piuttosto riparata. E cerco, per quanto possibile, di non far bagnare le foglie che al contatto con l'acqua si rovinano :)
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#6   25 Aprile 2008 - 09:28
 
Buon 25 aprile anche a te!
E speriamo che anche il nostro futuro sia fatto di gente che difende l'Italia.
:*
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#7   26 Aprile 2008 - 16:38
 
quanto è vero...
un giorno importante, oggi ancora di più da ricordare.
un bacio!
Fra
utente anonimo

#8   27 Aprile 2008 - 15:38
 
Come scriveva Marjane Satrapi in quel capolavoro che è Persepolis:

"Il regime aveva capito che una persona che usciva di casa domandandosi: 'Avrò i pantaloni abbastanza lunghi? Sarà a posto il foulard? Si noterà che sono un pò truccata? Mi frusteranno?' non si chiedeva più: 'Dov'è andata a finire la mia libertà di pensiero? Potrò mai esprimermi liberamente? Vale la pena continuare a vivere? Cosa fanno ai prigionieri politici?' E' naturale! Quando si ha paura, si perde la nozione dell'analisi e della riflessione. La paura paralizza. Del resto il terrore è sempre stato il motore di tutte le dittature."
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#9   27 Aprile 2008 - 22:28
 
Mai 25 aprile per quello che ho visto, fuori, è trascorso così in sordina. Non ti pare? Afflizione post elezioni, credo.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PennyL

#10   28 Aprile 2008 - 09:19
 
Che bello "Leggere Lolita a Teheran"... lo consiglio vivamente anch'io!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SimonaCWords

#11   28 Aprile 2008 - 11:39
 
Un pò in ritardo ma grazie a tutti loro...uomini e donne ma anche ragazze e ragazzi, che pensare agli adolescenti di oggi un pò vengono i brividi...
e a tutti coloro che cercano di fare revisione, di annacquare, di sminuire, di sostituire questa ricorrenza con altre, sappiate che
NON CI RIUSCIRETE...
the very old.
utente anonimo

#12   29 Aprile 2008 - 15:40
 
Mi ricorda un po' Persepolis...Le dittature ci ricordano anche di quanto sono importanti le piccole cose.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Bellailee

#13   29 Aprile 2008 - 21:18
 
Grazie del commento da me, ti ho risposto.
Bello questo post, dice cose verissime e il libro di cui parli è tra quelli che voglio leggere al più presto.
Ripasserò sicuramente dal tuo blog, mi piace.
Buona serata!
Lilit
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