Le donne sono belle, in qualche modo lo sono tutte o quasi. Lo sono quelle che vedo la mattina in metro, affannate, che hanno preso il treno in corsa, si siedono, tentano di aggiustarsi i capelli e si mettono a leggere un libro, non un libro piccolo, adatto alla borsa, ma un volumone, che pero' stanno amando molto, e allora si caricano di peso in piu' ma vogliono potergli voler bene anche durante il tragitto fino al lavoro. Lo sono quando sono stanche, e allora cercano dei rimedi placebo, bevono un sorso d'acqua da quelle bottigliette che si portano sempre dietro, si mettono il burro di cacao, fanno due piegamenti del collo per rilasciare un attimo i muscoli, un piccolo sospiro e si ributtano nella mischia. Sono belle quando, caoticamente, mischiano doveri lavorativi e piaceri femminili, quando le vedi, con la giacca e la borsa da lavoro, che camminano rapide, hanno fretta, devono stare da una parte ad una certa ora, ma con la coda dell'occhio hanno raggiunto una bancarella, rallentano, un po' camminano un po' hanno aspirato odore di affare, c'e' una sciarpa bellissima e costa poco. Le donne sono squisitamente femminili quando vanno al cinema da sole, a vedere un film che tanto il loro fidanzato non portera' mai a vedere, quando si entusiasmano tutte insieme per "Sex and the city", o per "Mammamia", quando aprono fogli di lavoro su un mozzico di tavolo, e, nella disorganizzazione piu' totale del resto del mondo, riescono a tracciare le fila e a governare gli eventi.
Siamo belle quando compriamo troppe creme per le rughe, perche' , al di la' di tante chiacchiere, abbiamo paura di invecchiare, quando piangiamo da sole e da sole ci confortiamo, con un bagno caldo o un altro piccolo rituale, quando l'ansia ci assale ma non vogliamo farla pagare a chi ci ama, e allora sorridiamo, tanto sappiamo che come sempre, in qualche modo, ce la faremo. E quando abbiamo voglia di star sole, e quello star sole non e' contro nessuno, e' solo rimettersi in piedi, qualche secondo ancora, per favore, qualche respiro, aggrappate ad un cuscino, che tanto poi lo mettiamo via.